Suzuki DF100 A e DF100 B, quella letterina che fa la differenza

Il Suzuki DF100 si pone in quella fascia di potenza indicata per motorizzare i natanti carrellabili con prestazioni ben più significative rispetto ai senza patente, ma senza dover ricorrere a cavallerie troppo esose. Oltre alla potenza, però, ciò che conta è anche il modo di erogarla ed ecco una delle differenze fra il Suzuki DF100 A e il DF100 B.

La scelta fra il Suzuki DF100 A e il DF100 B vi potrà far pensare che un motore vale l’altro, perché entrambi sono della stessa potenza, salvo magari alcune differenze poco sostanziali.

Invece il Suzuki DF100 A e il DF100 B, pur avendo la stessa potenza, sono due motori ben diversi con due monoblocchi totalmente differenti: il primo, per esempio, ha una cilindrata di 2.044 cc, il secondo invece di 1.502 cc.

Già da questo si capisce che la scelta fra un modello e l’altro diventa decisamente sostanziale, perché la diversa cilindrata determina due curve di coppia differenti, ognuna con un modo diverso di erogare la potenza.

Infatti, oltre all’architettura dei due gruppi termici, che ora vedremo più nel dettaglio, è la coppia quella che determina il punto in cui il motore comincerà a far sentire veramente la sua cavalleria: il Suzuki DF100 A – quello con la cilindrata più alta – comincerà a liberare la sua potenza già a minimi regimi, mentre il Suzuki DF100 B, si esprimerà meglio ai regimi medio-alti.

Suzuki DF100 A, il “piccolo” nato dai grandi, ideale per dislocamenti più importanti

Dal monoblocco del DF140 A discendono il DF115 A e, appunto, il Suzuki DF100 A. È un gruppo termico da 2.044 cc, in alluminio a quattro cilindri con architettura 4L ed è dotato di tutta quella tecnologia che caratterizza i motori di alta gamma della casa giapponese.

Il Suzuki DF100 A ha infatti l’iniezione EFI, ovvero l’iniezione elettronica multipoint; la distribuzione poi è a bialbero con 4 valvole per cilindro (DOHC) comandata da una catena e non da una cinghia, caratteristica importantissima che ne aumenta l’affidabilità e di gran lunga anche la durata (sappiamo tutti quanto costi rifare la distribuzione a un motore).

Inoltre, l’albero di trasmissione disassato rispetto all’albero motore, giova alla compattezza del motore stesso e ne sposta il baricentro più avanti, per un migliore equilibrio sullo specchio di poppa

Per le sue caratteristiche di cilindrata e architettura, il Suzuki DF100 A ha una curva di coppia migliore ai bassi regimi, quindi eroga la sua potenza fin da subito per poi assestarsi sui giri più alti. Questo, unito al suo rapporto al piede leggermente più lungo e al suo maggiore ingombro e peso rispetto al DF100 B, lo rende più consigliabile per barche dal dislocamento più pesante, anche per quelle da lavoro

DF100 B, il “grande” nato dai piccoli, ideale per dislocamenti più contenuti

Il Suzuki DF100 B ha una cilindrata di 1.502 cc ed è lo stesso gruppo termico progettato per il DF70A, il DF80A e il DF90A. L’architettura è a quattro cilindri in linea a iniezione con una distribuzione a 16 valvole con doppio albero a camme in testa, anche questa con catena e non con la cinghia.

Il suo sofisticato impianto di gestione elettronica è in grado di controllare il funzionamento di tutte le componenti del motore, tipo l’iniezione, l’accensione ecc., istante per istante.

Il Suzuki DF100 B

Ha poi la particolarità del sistema di avviamento Easy Start System, che fa si che per azionare il motorino d’avviamento sia sufficiente girare la chiave e rilasciarla immediatamente, senza doverla tenere girata fino all’accensione del motore, come si fa di solito.

La curva di coppia del Suzuki DF100 B diventa più grintosa ai medi e agli alti regimi. Per la sua minore cilindrata, e di riflesso anche per la sua compattezza rispetto al DF100 A, risulta ideale per natanti dal peso più contenuto, tipo gommoni e barche di 5, 6 o 7 metri completamente open, senza la cabinetta.

Ma hanno anche tanto in comune, soprattutto la tecnologia esclusiva di Suzuki

Possono avere tutte le differenze di questo mondo, ma va da sé che il Suzuki DF100 A e il DF100 B sono stati progettati nello stesso reparto di ingegneria di Suzuki, quindi non restano immuni dall’essere dotati di quelle tecnologie che la casa giapponese ha messo a punto per migliorare il consumo, l’efficienza ecc.

Il Suzuki DF100 A il DF100 B sono infatti dotati del sistema Lean Burn, che punta a mantenere sempre la combustione con una miscela magra di aria e benzina, calcolando costantemente il giusto fabbisogno di carburante in base alle condizioni di guida. Il sistema Lean Burn entra in funzione dai 1.500 ai 5.000 g/min, raggiungendo la sua efficienza massima a 4500 g/min circa.

C’è poi il sistema di rilevazione di acqua nel carburante. Si chiama Water Detecting System ed è costituito da un filtro situato sul circuito di alimentazione, al cui interno agisce un sensore che, attraverso una spia o un segnale acustico, avverte dell’eventuale presenza di acqua nel carburante. Questo va a beneficio non solo della combustione, ma anche di prevenzione della corrosione dei circuiti.


Clicca e guarda tutti i sistemi tecnologici che Suzuki applica ai suoi motori


A proposito di corrosione, il Suzuki DF100 A e DF100 B sono stati rifiniti con una speciale protezione contro gli agenti ambientali. In sostanza tutte le parti metalliche sono rivestite da una pellicola protettiva, che a sua volta viene ripassata con diversi strati di primer epossidico, su cui poi avviene la verniciatura (Nebular Black o White, a seconda della scelta) e, infine, il rivestimento trasparente in acrilico, che aumenta la protezione, specie dall’acqua salata.

I Suzuki DF100 A e DF100 B sono anche “fisher friendly”

Sia il Suzuki DF100 A sia il DF100 B possono essere dotati del Suzuki Troll Mode System. È un sistema che permette al motore di muoversi a passo di… pesce.

Questa andatura è infatti fondamentale nella pratica della pesca alla traina, cioè quando si traina un’esca e si simula il suo incedere da viva per attirare le grandi prede. E il Suzuki Troll Mode System dà anche la comodità di poterlo azionare semplicemente attraverso un tasto e non la manetta.

Azionando la funzione Troll il minimo del motore potrà essere regolato a intervalli di 50 giri/min, da 650 fino a 1.200. Questo tipo di regolazione permette di intervenire con precisione a ogni minima variazione delle condizioni di pesca, per esempio cambi di direzione e intensità del vento, del moto ondoso o della corrente, affinché la velocità della barca sia stabile e costante.


Leggi il nostro test del Suzuki DF100 B sui gommoni Atlantic


Notizie correlate

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Copyrıght 2020 BoatMag. All Rights Reserved.