Registro immatricolazioni: la Commissione in Senato ha detto sì

La commissione Lavori Pubblici del Senato ha approvato il decreto che disciplina l’istituzione del sistema telematico centrale della nautica da diporto. Lo si apprende in una nota Ansa.

Questo nuovo passo verso la semplificazione porterà all’informatizzazione di tutti i dati identificativi delle imbarcazioni e dei relativi proprietari, che saranno poi raccolti in un registro unico delle immatricolazioni consultabile in rete, senza lasciare più alle singole capitanerie di porto l’onere di tenere ognuna un proprio registro non condiviso, come avviene oggi.

Un registro centrale informatizzato, come quello automobilistico, annullerebbe di fatto la necessità dei corpi di polizia competenti di effettuare qualsiasi accertamento a bordo dell’imbarcazione (al di fuori di quelli di routine legati alla sicurezza e alle infrazioni. Leggi i dettagli), cosa che ha concorso notevolmente a far passare la voglia ai diportisti di andar per mare.

È da molto che l’Ucina Confindustria Nautica si è fatta parte diligente per promuovere il registro unico delle imbarcazioni, ma non molto è stato fatto negli ambienti legislativi per sbloccare l’iter di approvazione. Almeno finora. Forse a far mettere il turbo ha contribuito anche l’appello lanciato dal neopresidente dell’Ucina Confindustria Nautica, Massimo Perotti durante la recente convention di Santa Margherita, a cui hanno partecipato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, e il senatore del Partito Democratico, Raffaele Ranucci (nella foto) che siede in Commissione Lavori Pubblici ed è il relatore sul provvedimento. Proprio quest’ultimo ha rilasciato le sue dichiarazioni all’Ansa, che riporta: “Esprimo grande soddisfazione per questo primo passo verso il rilancio della nautica. Il Pd è sempre stato impegnato su questo e sosterrà con convinzione, fino all’approvazione definitiva, tutte le iniziative che possano dare sostegno e supporto a un settore che ha un ruolo importantissimo nel sistema produttivo italiano”. Benefici per chi va per mare, ma anche per chi rimane a terra: “Con questo primo atto di semplificazione – conclude l’esponente PD – e con una fiscalità più equa, si può garantire alla nautica da diporto di essere di nuovo un punto di ritorno per l’occupazione del nostro Paese”.

 

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