Settantacinque cavalli fanno la differenza? Lo scopriamo nel test del Tuccoli T210 VM

Una barca di 7 metri con due potenze diverse in 75 cavalli di differenza: abbiamo provato un Tuccoli T210 VM con un Suzuki da 175 cavalli e un altro con un Suzuki da 250. Ecco il confronto.

Il Tuccoli T210 VM è la novità 2022 del cantiere toscano ed è un fisherman di 7 metri (6,80 per la precisione), che ha suscitato interesse fin dalla presentazione del progetto, merito anche del fratello maggiore T250 che aveva incontrato l’apprezzamento di molti appassionati della pesca sportiva.

Il fatto poi che i due modelli che mi accingo a provare siano pronti per essere consegnati ai loro armatori, sottolinea come il successo mediatico sia stato anche suggellato da quello commerciale che, come è noto, è sempre una verifica importante sulla validità di un progetto.

Tuccoli T210 VM, meglio 175 o 250 cv?

La barca che avevo in programma di provare è quella dotata del Suzuki DF175AP ma, approfittando di una gemella che il suo armatore ha voluto con la massima motorizzazione, cioè il Suzuki DF250, il cantiere mi ha offerto l’opportunità di confrontare le due soluzioni per dare un metro di giudizio in più a chi sta pensando di scegliere il Tuccoli T210 VM per le sue battute di pesca.

C’è da notare che un sette metri (scarsi) nella maggior parte dei casi potrebbe già considerarsi sufficientemente dotato con un 140 cv, ma il Tuccoli T210 VM, come è ben evidenziato nella descrizione che riportiamo sotto, redatta al suo lancio, non è un fisherman come gli altri.

La sua costruzione ha fatto della robustezza un punto qualificante e gli spessori, tanto utili per la longevità della barca, la tenuta in mare e la sicurezza di navigazione, d’altro canto si pagano inevitabilmente sul fronte del dislocamento che è indubbiamente importante.

A questo si aggiunge una carena marina a V profonda (40° a prua, 20° a poppa) che è avida di cavalli per navigare correttamente. Da qui la scelta dei tecnici Suzuki di proporre come soluzione ideale il DF175AP, e dell’armatore del secondo modello di puntare addirittura sulla motorizzazione massima. Chi ha ragione? lo scopriamo subito.

Il Tuccoli T210 VM col Suzuki DF175A pronto al test

Lascio il Molo Mediceo di Livorno con quello che avrebbe dovuto essere l’unico modello in prova: il Tuccoli T210 VM con lo scafo di un bel colore acquamarina e la coperta bianca, a poppa del quale campeggia il Suzuki DF175AP.

Proprio nella prima mattinata della prova, l’elica, che all’origine era una tre pale 15¼”x19”, è stata sostituita con una quattro pale 15½”x20” in ragione di una maggiore spinta alle medie andature e di una velocità di punta abbastanza simile. La barca ha il pieno sia di benzina sia di acqua, quindi 250 e 40 litri, e a bordo siamo in due persone.

Il mare fuori dal porto non è dei più tranquilli, bene per provare la tenuta del Tuccoli T210 VM, male per capire le prestazioni massime del motore con la nuova elica, che resta infatti un paio di nodi sotto le prestazioni rilevate al mattino: oltre i 32 nodi con l’ausilio dei flap a 5600 giri non si va e, in effetti, mancano ancora un paio di centinaia di giri per arrivare al regime di rotazione massimo del motore.

Buona l’accelerazione: in 4 secondi sono in planata e in 14 secondi raggiungo i 30 nodi. Contenuti invece i consumi di poco superiori a 50 l/h, meglio si può fare scegliendo una velocità economica di crociera tra i 20 e 25 nodi e, se proprio si vuole essere “risparmiosi”, si può navigare al limite di planata a 2900 giri e 10 nodi, consumando poco più di 13 l/h.

Nulla da eccepire invece per la navigazione: il Tuccoli T210 VM risponde prontamente a tutte le sollecitazioni del timone ben assecondato dal Suzuki DF175AP, che a medie andature sfrutta il meglio della nuova elica a quattro pale.

Stringere le virate non è un problema, ma mi chiedo quale ne sia l’esigenza in una normale navigazione o in una battuta di pesca… Non ricorro ai flap che sono opportunamente incamerati nella carena per non mettere a rischio le lenze e garantire una maggiore efficienza, ma sempre pronti a intervenire sull’assetto e bilanciare eventuali squilibri nei pesi a bordo.

Il Tuccoli T210 VM con la sua massima potenza: 250 cv

Passo sul secondo Tuccoli T210 VM equipaggiato con il Suzuki DF250 dotato di un’elica a tre pale 15”x21”, sempre con il pieno di carburante e acqua, ma questa volta con tre persone a bordo.

I cavalli in più si fanno subito sentire e raggiungiamo i 38 nodi a 5900 giri con un’accelerazione bruciante: poco più di 3 secondi per planare e 8,5 per raggiungere i 30 nodi, direi persino eccessiva.

I consumi sono impegnativi, ma non impossibili e poi al limite di planata si può navigare a 2500 giri e 8,8 nodi consumando solo 13,6 l/h mentre, guardando i nostri dati, possiamo individuare la velocità economica di crociera attorno ai 25 nodi, ma anche qualche nodo in meno.

Unico appunto, la manetta meccanica davvero di difficile gestione e ruvida nella progressione, con la conseguente difficoltà a regolare la velocità di navigazione, ma la scelta del nuovo armatore non si discute.

Tuccoli T210 VM, le conclusioni sul confronti di potenza

Se il Suzuki DF175 si è comportato molto bene, il DF250 ha sicuramente colpito per l’esuberanza. A essere salomonici verrebbe da dire che la scelta ottimale sta nel mezzo, cioè nel Suzuki DF200, ma a quel punto nella decisone finale subentrano anche altre variabili.

La scelta, quindi, si può ridurre a due criteri fondamentali, ovvero il budget e l’uso che si pensa di fare.

Di sicuro eviterei il 140 cv indicato come potenza minima, la robusta costruzione del Tuccoli T210 VM, indubbiamente uno dei suoi plus, richiede una buona dotazione di cavalli.

Suzuki, quali tecnologie

Il Suzuki DF175AP si avvale di un monoblocco a quattro cilindri in linea, quattro tempi e 24 valvole, di 2.867 cc, definito dal costruttore giapponese “Big Block” per la sua grande cilindrata. Ha un rapporto di compressione elevato, 10,2:1, quindi valori di coppia superiori, soprattutto ai bassi e medi regimi.

Il Suzuki DF250, invece, è sviluppato sul monoblocco a sei cilindri a V di 55° e ha una cilindrata di 3.614 cc, quattro valvole per cilindro. Il peso è abbastanza simile al 175 cv: da 264 kg contro i 235 kg del quattro cilindri.

Il perfetto controllo dei motori a tutte le andature è garantito dal Suzuki Precision Control, grazie al quale le manette sono collegate al motore non più con cavi o sistemi meccanici, ma elettronicamente.

Per incrementare ulteriormente le prestazioni, ogni motore è dotato dell’esclusivo sistema “Semi-Direct Air Intake System” una soluzione creata dai progettisti Suzuki per approvvigionare l’unità termica di un flusso di aria fresca e costante, tale da migliorare la combustione.

A questo scopo, nel sistema è stato inserito anche un sensore di ossigeno e un sensore di battito in testa, “Knock Sensor”, che incrementa l’affidabilità dell’unità termica nel tempo.

La combustione ottimizzata per ogni regime di rotazione, e quindi una maggiore efficienza del motore rispetto alla quantità di benzina utilizzata, è un risultato che Suzuki garantisce con il sistema di combustione magra Suzuki Lean Burn.

Il Suzuki DF175AP e il DF250, come del resto buona parte della gamma del costruttore giapponese, possono essere scelti nei colori Nebular Black o Cool White e dispongono del Keyless Start System, una chiave a codice che può restare comodamente in tasca, così si riduce il rischio di perderla e anche quello di furto, perché senza la sua vicinanza il motore non parte.

C’è poi il Suzuki Selective Rotation che consente al motore di operare in ciascun verso di rotazione, senza dover intervenire sulla meccanica. La scelta viene effettuata al momento del montaggio, semplicemente intervenendo con un ponticello elettrico in un apposito connettore posizionato sotto la calandra di copertura dell’unità termica. Ma in allestimento monomotore questa opportunità perde un po’ di interesse.

Fornita di serie anche la strumentazione digitale a colori MFG da 3,5” con la possibilità d’interfaccia con i display Suzuki multifunzione SMD, schermi multifunzione disponibili in quattro misure, da 7, 9, 12 e 16 pollici, per avere in tempo reale tutte le informazioni riguardanti il funzionamento e la diagnostica dei motori, sono interfacciabili con il resto dell’elettronica di bordo (dal fishfinder al gps, fino al radar) in modo da poter avere sempre una perfetta visione di cosa accade intorno alla barca, sopra e sotto l’acqua.

Tuccoli T210 VM, a bordo

Qualche osservazione “dal vivo” a completare la minuziosa descrizione della barca che era stata pubblicata alla sua presentazione, al resto provvederanno le immagini che corredano il servizio.

La postazione di comando è comoda grazie al nuovo supporto lombare (che infatti in alcune foto non compare) che consente una posizione eretta ben salda e tutto sotto controllo.

Il robusto sostegno del t-top funge anche da tientibene e al resto pensano le dimensionate murate: così a bordo anche i meno agili, o durante un ingaggio animato, non si corrono rischi.

La strumentazione è ben leggibile grazie anche al “rialzino” che ha consentito di ospitare il monitor da 12” (sul modello con il DF250 non c’era); la doppia manetta si spiega con la richiesta dell’armatore di un secondo fuoribordo.

Protettivo il parabrezza e non poteva essere altrimenti viste le sue dimensioni che, per altro, non appesantiscono la bilanciata linea complessiva del Tuccoli T210 VM.

Ricca la dotazione di gavoni, ne ho contati ben nove, con alcune soluzioni originali come il doppio spazio sotto la seduta centrale. A prua, il foro centrale può essere utilizzato sia per la sedia da combattimento come per un tavolino per una più tranquilla cenetta al tramonto con gli amici.

In generale si nota la volontà di mantenere più spazi liberi possibili, non dimenticando che il Tuccoli T210 VM nasce come fisherman, poi le personalizzazioni lo potranno trasformare anche in un divertente daycruyiser, ma solo come secondo uso, la sua connotazione di base è ben definita.

Ovviamente non mancano tutte le dotazioni necessarie ai pescatori professionali, dalla vasca del vivo a poppa, alle rastrelliere portacanne nelle murate, ai sostegni per quelle armate, ma sappiamo che sotto questo aspetto le abitudini dei singoli pescatori porteranno a personalizzazioni che, unite alla competenza e disponibilità del cantiere, sapranno dare piena soddisfazione a tutte le richieste. Dal canto suo il Tuccoli T210 VM come base di partenza non poteva essere meglio.

I numeri del Tuccoli T210 VM


Lunghezza f.t.
6,80 m

Baglio
2,55 m

Pescaggio
0,40 m

Dislocamento
1.800 Kg

Riserva carburante
250 l

Riserva acqua dolce
40 l

Motorizzazione
Fuoribordo max 1×250 cv

Persone imbarcabili
5

Omologazione Ce
C


Prezzi

Tuccoli T210 VM con t-top
da 40.000 euro, solo scafo, Iva esclusa,

Suzuki DF175AP
da 19.250 euro, Iva compresa

Suzuki DF200
da 19.900 euro, Iva compresa

Suzuki DF250
da 21.000 euro, Iva compresa


Prestazioni con Suzuki DF175AP

Giri/min Nodi l/h
650 2,1 1,2
1000 3,8 2,7
1500 5,3 4,1
2000 6,6 6,7
2500 7,0 10
3000 11 14
3500 16 17
4000 21 23
4500 24 31
5000 29 40
5500 31 51
5600 32 54

Prestazioni con Suzuki DF250

Giri/Min Nodi l/h
650 2,2 1,6
1000 3,7 2,4
1500 5,1 4,4
2000 6,6 8,7
2500 8,9 14
3000 15 19
3500 21 26
4000 25 32
4500 28 40
5000 32 51
5500 37 77
5900 38 76

Segue articolo di anticipazione pubblicato il 4 marzo 2021.

Tuccoli T210 VM è il fisherman entry-level a cui non manca niente. E c’è anche un’offerta lancio

Dimensioni compatte, contenuti tecnici specifici per la pesca e un prezzo d’acquisto contenuto: il Tuccoli T210 VM è il nuovo fisherman del cantiere italiano, oggi disponibile con una offerta di lancio per i primi armatori.

Il nuovo arrivato in casa Tuccoli si chiama T210 VM e ha una lunghezza complessiva di 6,80 metri e una larghezza di 2,55 metri (che lo rende carrellabile), il tutto contenuto in un peso di 1800 kg. Nonostante le dimensioni, la superficie calpestabile misura 13,5 metri quadrati, uno spazio adatto sia alle necessità dei pescatori sia a una giornata di relax in rada.

Tuccoli T210 fisherman

A confermare la vocazione tecnica della barca c’è il deadrise, che si spinge fino a 20 gradi: indice di una carena fatta per navigare in sicurezza anche in condizioni avverse.

Le motorizzazione è fuoribordo e può spaziare in in range da 140 a 250 cavalli, con il propulsore più grande che spinge il Tuccoli T210 VM fino a 43 nodi, per una crociera compresa tra i 25 e i 27.

Anche una grande forza “interiore” per il Tuccoli T210 VM

Lo scafo del T210 VM è realizzato in laminato pieno, con spessori variabili che vanno da 8 mm sul fianco a 15 mm sulla chiglia. Il tutto è stato rinforzato con un ragno strutturale parzialmente controstampato.

Il Cantiere spiega come sulla dimensione tra sei e otto metri, i requisiti strutturali imposti dal calcolo ISO siano largamente sovradimensionati. Per cui, rispettando tali requisiti il rapporto di sicurezza è maggiore rispetto agli altri criteri di calcolo, comunque validi ai fini della certificazione.

La costruzione del natante è in vinilestere e poliestere stratificata a mano, mentre la coperta è stata progettata a sandwich. L’anima è in PVC da 15 mm con una densità di 60 kg per metro cubo, mentre gli spessori sono variabili e sono compresi tra 20 e 25 mm.

Piccolo, ma tecnico e sviluppato con un campione della pesca

Per quanto riguarda l’attività di pesca, il Tuccoli T210 VM presenta una panca centrale sotto cui è ricavato uno spazio per la cassetta dell’attrezzatura sportiva.

In totale, ci sono nove gavoni disposti in coperta, e in più una vasca del vivo che si chiude a formare un piano di lavoro. Una doccetta è a poppa e una seconda è a richiesta a mezzanave. Sempre optional si possono poi avere i trincarini imbottiti per rendere ogni uscita ancora più comoda.

Tuccoli T210 fisherman

Tuccoli ha sviluppato nel corso degli ultimi anni una collaborazione con Marco Volpi, pluricampione italiano e mondiale di pesca in diverse specialità da natante.

Il lavoro tra lo sportivo di Livorno e il cantiere di Collesalvetti ha portato a dei progetti che avessero i pescatori al centro dell’attenzione: come testimoniano il Tuccoli T250 VM e questo nuovo T210 VM.

Ma parlavamo anche di una offerta, che si aggiunge al prezzo di attacco particolarmente accessibile per un fisherman.

Da un listino base, nella versione Hard Top, di 37.000 euro + Iva, il vantaggio è del 24% per i primi cinque armatori. In questo caso il T210 VM costa, motore escluso, 28.652 euro + Iva. È l’occasione buona per programmarsi una vacanza sportiva, in sicurezza.


Leggi anchre: Tuccoli T280 HT Fisherman fuoribordo, a pesca a gran velocità con due Suzuki da 300 cv


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