Pirelli 50: cinquanta piedi per cinquanta nodi con i due Mercury Verado V12 600

Un’accoppiata davvero performante quella fra il Pirelli 50 e i Mercury Verado V12, che ho avuto in mano su un mare non proprio tranquillo. Ecco come è andato il test.

Il Pirelli 50 è l’ammiraglia della gamma Walkarounds di TecnoRib ed è anche a mio parere la più convincente.

Merito della motorizzazione Mercury, merito di un layout che non cerca strane soluzioni ma interpreta la tradizione con molta attenzione e cura del dettaglio, merito anche di una lavorazione dei materiali eccellente. Insomma un bel rib, tra i migliori della sua categoria.

Il mare di Genova, dove mi trovo per la prova, non è di quelli che hanno voglia di rendere la vita facile al Pirelli 50. Onda formata, non certo impossibile, ma tale da rendere un po’ più difficoltoso dare tutta la manetta.

Eppure a poppa ci sono due splendidi Mercury Verado V12 600, i nuovi 12 cilindri statunitensi, un vero concentrato di innovazioni e tecnologia, che meritano di essere portati al massimo, e lo farò!

A bordo siamo in otto persone con 700 litri di benzina e 200 litri d’acqua, condizioni abbastanza realistiche per un uso “normale” del Pirelli 50. Ci provo, ma non riesco a superare i 50 nodi: mi devo fermare a 49,2 a 6400 giri, con un consumo di 400 l/h.

Il giorno precedente con mare più calmo e solo due persone a bordo si erano toccati i 50,8 nodi. Ne concludo che tutto sommato ci siamo andati vicino in condizioni di carico e mare più penalizzanti, certamente un buon segnale sulla versatilità di questo maxi rib.

Un altro punto a favore del Pirelli 50 è la grande stabilità in navigazione che darà sicurezza anche ai meno esperti e garantisce una buona media di navigazione anche con mare formato.

La risposta al timone è precisa e il passaggio sull’onda non riserva particolari scossoni, anche se affrontato con piglio deciso. Pure sotto l’aspetto delle doti marine questo gommone è promosso a pieni voti.

E poi c’è l’Active Trim Mercury che regola l’assetto come meglio non si potrebbe: maestri dell’assetto siete avvertiti, avete trovato chi è meglio di voi!

Focus sui Mercury Verado V12 600

I due Mercury Verado V12 600 che sono a poppa del Pirelli 50 meritano un focus a sé stante, anche perché in un precedente test li avevo trovati montati larghi, invece qui sono al centro e molto vicini.

Mi spiegano che questa soluzione privilegia le prestazioni velocistiche, che comunque ho avuto modo di verificare sul Pirelli 50. Fra l’altro fa una certa impressione virare e vedere i due fuoribordo belli dritti, perché sono solo i piedi a ruotare (un’altra innovazione di questi Mercury).

Mi concentro invece sul cambio, ennesima innovazione dei Mercury Verado V12 600, che dispone di due rapporti, il cui passaggio dall’uno all’altro varia in base a come si gestisce la manetta in plancia di comando.

Per garantire al driver la migliore risposta, infatti, se si sale di giri normalmente (anzi, mi verrebbe da dire lentamente…) il passaggio al rapporto superiore è attorno ai 3 mila giri, se invece si imprime un’accelerazione decisa si può arrivare anche oltre i 5 mila giri.


Leggi anche: Innovativo veramente in tutto. Ecco l’incredibile Mercury Verado V12 600 cavalli, il nuovo fuoribordo di vertice


La postazione di comando del Pirelli 50 garantisce un’ottima visibilità anche per i meno alti e la strumentazione Simrad Command, perfettamente integrata con il sistema Mercury VesselView, offre un quadro completo sia della navigazione sia del funzionamento dei motori e di tutte le utenze di bordo.

Bisogna solo impratichirsi con i vari comandi, ma questo è il problema di sempre…

Pirelli 50, coperta

Come dicevo, il gommone, che è opera dello studio svedese Mannerfelt Design Team, è bello ma non spicca per originalità nel suo layout e questo lo trovo un punto a suo favore.

Mi sono sempre chiesto: perché cercare soluzioni astruse quando la successione degli ambienti e il loro dimensionamento nel solco della tradizione sono anche la soluzione più vivibile e confortevole?

Condivido in pieno quindi le scelte progettuali per la coperta del Pirelli 50, che vedono in successione da poppa a prua il prendisole, la dinette, la postazione di comando con dietro la zona grill/bar a scomparsa, i passavanti ottimamente dimensionati e ben asserviti dai tubolari per non suscitare paure ai meno marini e quindi la zona di prua con un altro grande prendisole.

La lavorazione dei materiali è di ottimo livello e aggiungo anche che l’ergonomia e la fruibilità degli spazi è perfetta ovunque.

Pirelli 50, sottocoperta

Il layout del ponte inferiore è classico con il letto matrimoniale a prua senza possibilità di trasformarlo in dinette, il bagno che, considerando le dimensioni del Pirelli 50, poteva anche essere più generoso, e a centro barca altre due cuccette ricavate sotto il pozzetto.

I numeri del Pirelli 50


Lunghezza f.t. 15,20 m
Larghezza 4,70 m
Diametro tubolari 0,60 m
Compartimenti  6
Portata persone 14
Serbatoio carburante 1.600 l
Serbatoio acqua 400 l
Motori 2×600 cv fuoribordo Mercury
Potenza massima installabile 1.800 cv


Prestazioni del Pirelli 50

Giri/min Nodi Litri/ora
700 3,4 10
1000 4,6 15
1500 6,7 22
2000 8,2 34
2500 10 55
3000 11 81
3500 22 144
4000 28 178
4500 33 213
5000 38 230
5500 42 320
6000 47 370
6400 49,2 400

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Segue articolo pubblicato il 16 febbraio da Claudio Russo

Pirelli 50, sempre più in alto con le Speedboat di Pirelli by Tecnorib

In anteprima assoluta ecco i rendering del nuovo Pirelli 50 che Tecnorib, licenziatario e produttore di questi gommoni, sta per mettere in acqua e che andremo a provare nella prima settimana di aprile.

Il Pirelli 50 non è il modello di vertice della gamma di Speedboat del cantiere, ma è l’ammiraglia della nuova generazione di walkaround iniziata nel 2020 con il 42 piedi poi proseguita l’anno scorso con il 35 e oggi, appunto, con questo nuovo 15 metri che, a quanto sembra, dovrebbe chiudere l’offerta nella sfera dei cabinati con pozzetto walkaround, a meno che non decideranno di restringere un po’ di più il gap che c’è con i 18 metri dell’attuale modello al top di gamma, il Pirelli 1900.


Leggi anche la nostra prova del Pirelli 42


La mano è sempre quella di Ted Mannherfelt, che ha disegnato il Pirelli 50 con coerenza di stile. Si notano quindi le linee tese dei tubolari e i tagli netti della tuga, che vengono ammorbiditi dalla sinuosità dell’hardtop e dalla sezione poppiera del capodibanda.

Pirelli 50, stile e personalizzazione per un cruiser di alto livello

A bordo si evidenzia la massima espressione del pozzetto walkaround, dove tutto il camminamento perimetrale è protetto dalle murate ed è anche servito da due lunghi corrimano lasciati solo leggermente percettibili alla vista dall’esterno, per non compromettere la dinamica del look.

Anche la disposizione degli arredi del Pirelli 50 è unita da un fil-rouge agli altri walkaround.

Come negli altri modelli, infatti, i diversi complementi si raccordano fra loro in un susseguirsi di elementi, che partono dal prendisole poppiero, a cui segue la dinette con divani contrapposti, un mobile bar/cucina, la timoneria e un altro prendisole a prua completato da due protezioni che fanno anche da braccioli e da una seduta incastonata nel triangolo prodiero.

Sottocoperta il Pirelli 50 prevede quattro posti letto e un bagno separato in ambienti che possono essere personalizzati nel décor, così come pure a scelta possono essere i colori dei tubolari, dello scafo e delle cuscinerie con le loro diverse finiture.


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Scopri sul sito di Tecnorib tutta la gamma di Speedboat Pirelli


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