MV Marine, per business e per passione

Cosa ha portato un ingegnere edile, appassionato gommonauta, a lasciare la progettazione di palazzi per dedicarsi a quella di gommoni puntando all’eccellenza? Proviamo a spiegarlo

Vincenzo Nappo (nella foto sotto), napoletano legato alla sua terra almeno quanto ai suoi gommoni, è una di quelle persone che ti fa credere che la nautica italiana, non solo ha un futuro, ma può tornare a recitare un ruolo da protagonista. Visitare la MV Marine e capire quanta passione, ma anche quanti margini di miglioramento ci sono nella costruzione di un gommone getta una nuova luce su tutte le opportunità che ci sono anche su un prodotto che solo all’apparenza potrebbe sembrare uno dei manufatti nautici più semplici.

MV Marine

Il cantiere di Piazzolla di Nola, in provincia di Napoli, non colpisce per le sue dimensioni, ma per la capacità di combinare una tecnologia all’avanguardia a una struttura costituita da uno staff di 18 persone (tra cui quattro ingegneri), non certo numeroso, ma estremamente motivato e votato quanto la proprietà alla crescita dell’azienda.

Il primo gommone Vincenzo Nappo l’ha costruito nel 1994, si chiamava MV 700 ed era un prodotto artigianale, ma sarebbe più giusto dire amatoriale, frutto della passione di un gommonauta che aveva voluto finalizzare l’esperienza maturata in tanti anni per creare il “suo” gommone. Oggi, a vent’anni di distanza, l’azienda (che nel frattempo ha cambiato nome abbandonando l’originario brand Motonautica Vesuviana per un più “agile” MV Marine) ha una capacità produttiva di una settantina di pezzi all’anno, ha sviluppato una vocazione internazionale che l’ha vista sbarcare con successo su vari mercati europei e di recente puntare anche all’Australia, ma soprattutto ha sviluppato un tecnologia produttiva unica nel settore, che fa degli MV Marine dei prodotti davvero speciali. Da notare come il mercato inglese, e più in generale dei Paesi nordici, abbiamo molto apprezzato la qualità costruttiva e le doti marine dei modelli MV Marine, al punto che oggi più del 70% del fatturato dell’azienda campana è legato all’esportazione. La foto qui sotto fa parte del repertorio fotografico della campagna di ricerca “Stepped Hull Researche Program” condotta dal PhD Luigi Vitiello con la sponsorizzazione della MV Marine.

MV Marine

Progetto Globale Integrato

Per arrivare a un prodotto finale di alto livello è necessario un progetto articolato che non trascuri nessun aspetto. Quello che in MV Marine chiamano Progetto Globale Integrato si compone di quattro fasi: progettazione con sistemi CAD/CAM 3D, ricerca e sperimentazione in laboratorio delle carene e dei materiali, tecniche di costruzione sottovuoto per infusione e RTM (acronimo di Resin Transfer Mould), ricerca di nuove materie prime biodegradabili (grazie alla collaborazione con il CNR, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, sul progetto Biocomp-RB per una nuova generazione di gommoni realizzata con materie prime rinnovabili come la fibra di lino, il PET e le resine ricavate da materie prime riciclate), il tutto per arrivare all’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale ed elevare ai massimi livelli gli standard qualitativi.

Le carene di MV Marine sono tutte testate in vasca nell’Hydrodynamic Laboratory del dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Napoli Federico II. Durante queste prove vengono misurate la resistenza al moto, l’angolo di assetto longitudinale, l’innalzamento, la tenuta al mare e le accelerazioni in mare mosso; naturalmente i dati ricavati sono poi verificati con test in mare e confrontati con quelli teorici. Inoltre, la progettazione CAD unita alla precisione delle lavorazioni (grazie all’impiego di una macchina a controllo numerico) consente lo sviluppo di un sistema modulare della coperta, con i diversi elementi che possono essere combinati in base alle esigenze dell’armatore, ottimizzando al meglio tutto lo spazio disponibile.

MV MarineMV Marine

La tecnologia costruttiva

Certamente uno dei plus dei gommoni MV Marine è la tecnologia dell’infusione, il sistema di stampaggio e lavorazione della vetroresina che garantisce sulla qualità e omogeneità del manufatto, consente un risparmio medio del 30% sul peso (a parità di caratteristiche meccaniche) perché l’impregnazione delle fibre è garantita dal vuoto e non si spreca materiale; il tutto si traduce anche in una riduzione del 95% delle emissioni di componenti vinilici volatili e dell’80% degli sfridi di lavorazione, ottenendo una finitura lucida su entrambi i lati del manufatto. Le “anime” sono di PET, il materiale di riciclo che garantisce peso contenuto e rigidità, presagomato alla macchina a controllo numerico che ricava anche le sedi per gli inserti di ottone, che saranno poi filettati per costituire un solido appiglio per cerniere e pistoni idraulici. Per la verità tutto in MV Marine passa per la fresa a controllo numerico, una macchina utensile che è utilizzata per creare dai modelli degli stampi alle imbottiture a cellula chiusa della cuscineria. Un investimento importante in tecnologia (alla sua gestione c’è un laureato in ingegneria) che però garantisce una lavorazione uniforme e con tolleranze millesimali, indispensabili per avere una qualità del prodotto finale di assoluto livello.

Assistere alla fase di stampaggio di un manufatto in infusione o all’assemblaggio di un portello con la tecnologia RTM evidenzia la cura riposta nella realizzazione di ogni particolare, ma sottolinea anche la pulizia degli ambienti e la passione e competenza dei tecnici al lavoro. Va infatti sottolineato come ogni particolare di un MV Marine sia realizzato all’interno dello stabilimento di Piazzolla di Nola, anche i cuscini i cui materiali sono scelti con la stessa cura e attenzione.
Detto dell’infusione, va ricordato che la tecnologia costruttiva prevede un accoppiamento totale tra carena e coperta a creare una sorta di monoscocca autoportante che vince per rigidità e leggerezza, completata dall’iniezione della parti scatolate per avere una completa garanzia di inaffondabilità.

MV Marine

La gamma

L’offerta MV Marie si articola su tre gamme di prodotto: Comfort Line, Touring Line e Top Line. La prima è caratterizzata dalla consolle laterale che amplia la vivibilità del pozzetto con due prendisole a prua e poppa e si articola su quattro modelli da cinque a otto metri, anche entrofuoribordo. La Touring Line ha invece la consolle centrale e si sviluppa su tre modelli da 5,50 a 7,70 metri e tre sono anche i modelli Top Line: il Mito 31, il Vesevus 35 entro e fuoribordo e il nuovo 45 in via di allestimento, del quale in cantiere si sono potute seguire la fasi di realizzazione dei modelli per gli stampi, ovviamente sulla fresa a controllo numerico. Comune a tutti la qualità della costruzione, la leggerezza e la robustezza che si traducono in prestazioni di livello assoluto, sia in termini velocistici sia come consumi.

Una citazione merita anche l’esclusivo sistema antifurto costituito da tre microchip, programmati con il numero di matricola del battello, annegati tra gli strati di vetroresina. Un sistema innovativo di protezione passiva che non necessita di alimentazione elettrica ed è irremovibile. I tecnici di MV Marine con uno specifico scanner possono leggere il microchip e la relativa matricola e così riconoscere sempre il gommone.

A completamento di tutto questo, la passione di una famiglia, da Vincenzo Nappo al figlio Luigi passando per la moglie Maria al fianco del marito per tanti anni anche in azienda, votata all’innovazione e al consolidamento di un sogno chiamato MV Marine.

Visita il sito MV Marine

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