Tre grandi marchi uniti per il buon futuro della nautica italiana

Il Gruppo Azimut-Benetti, il Gruppo Ferretti e Baglietto si sono uniti per definire la loro strategia per sistemare i problemi interni all’Ucina e ridare slancio alla nautica italiana. Da questi presupposti hanno appena diramato questo comunicato congiunto

La grande nautica traccia la rotta per il rilancio di Ucina

3 febbraio 2015 – Tre grandi produttori italiani e mondiali di imbarcazioni e navi da diporto, il Gruppo Azimut Benetti, il Gruppo Ferretti e il Gruppo Baglietto, simboli del Made in Italy nel mondo, rappresentativi di oltre il 60% del fatturato della cantieristica italiana, si sono riuniti per la prima volta per riflettere e valutare insieme su come dare continuità, identità e forza ad Ucina e per superare in modo costruttivo le differenze di vedute che si sono create negli ultimi tempi.

Hanno confermato la forte determinazione di ricompattare la base associativa di Ucina secondo i seguenti principi di indirizzo:

1. Unità dell’associazione,
2. Rappresentatività proporzionale in Ucina di tutti i segmenti della nautica italiana,
3. Promozione della nautica italiana intesa come simbolo del Made in Italy, di estrema qualità e immagine,
4. Prosecuzione del salone di Genova per una nautica mirata,
5. Dialogo qualificato col Ministero dello Sviluppo Economico per la promozione delle esportazioni,
6. Nomina di un segretario generale professionale, neutro e indipendente, per interagire con tutti i settori e per portare le loro istanze a un organo direttivo unitario, correttamente rappresentativo,
7. Aggiornamento dello statuto per riflettere i reali interessi degli imprenditori del settore e i principi di cui sopra.

A fronte di questo stimolo innovativo e di questi principi, Beniamino Gavio, presidente di Baglietto, si è dichiarato disponibile a entrare come socio attivo in Ucina.

Il Gruppo Azimut Benetti, il Gruppo Ferretti e Baglietto augurano buon lavoro ai saggi nominati per scegliere il nuovo Presidente di Ucina, esprimendo l’auspicio che i principi di cui sopra siano condivisi e facciano parte del programma a breve del nuovo Presidente.

Fine comunicato congiunto

Idee chiare e ben precise

Da questi principi, sembra che la ricetta dei tre gruppi della nautica industriale possa portare a un reale miglioramento delle condizioni della nautica globale, quindi anche natanti, gommoni, accessori, porti ecc, soprattutto in funzione dei punti 1, 2, 4 e 6.

Ed è sintomatico che arrivi proprio da due aziende che negli ultimi tempi hanno preso palesemente le distanze dall’Ucina (il Gruppo Azimut Benetti non ha partecipato all’ultimo Salone di Genova, mentre il Gruppo Baglietto è proprio uscito dall’associazione) e da un’azienda che è lì nel limbo prendendosi tempo per decidere se prendere o lasciare il Salone di Genova e, di conseguenza, l’Ucina così come è ora.

Ai lettori più attenti del nostro sito non sarà sfuggito il fatto che alcuni dei punti fissati in questo comunicato sono già stati in qualche modo palesati nella recente conferenza stampa indetta dal presidente vicario dell’Ucina, Lamberto Tacoli, che fra l’altro è anche un esponente di spicco del Gruppo Ferretti.

Lamberto Tacoli

E proprio in quell’articolo, come pronostico del tutto personale, avevo ipotizzato l’elezione di Tacoli alla presidenza dell’Ucina, in virtù dei suoi discorsi fatti in conferenza sull’unità dell’associazione e di un Salone di Genova più mirato sulle diverse esigenze. Ora ne sono un po’ più convinto. Insomma, Tacoli ha in qualche modo anticipato questo comunicato e a questo punto la strategia sembra essere che i marchi della grande nautica industriale vogliano insediarsi al vertice di Ucina per traghettare tutta la nautica mettendo a disposizione il peso della loro imprenditorialità anche alle piccole realtà artigianali.

Se questa è la strategia, ben venga.

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