Yamaha F40 GETL e Freedom 18, pack tutto divertimento

Categorie: I Nostri Test
13 Maggio 2015
Yamaha F40 GETL e Freedom 18, pack tutto divertimento

Il “senzapatente” Yamaha F40 GETL e il Freedom 18 sono offerti in pack da Yamaha Marine a un prezzo davvero invitante, come resistere?

Il package costituito dallo Yamaha F40 GETL e dal Freedom 18 è interessante per una serie di considerazioni. Modello di mezzo della famiglia Freedom, il 18 rispetto al Freedom 16 vanta 60 cm in più di lunghezza (5,50 contro 4,90 m) che garantiscono un maggiore agio a un layout interno che le dimensioni impongono sviluppato sui tre canonici elementi: prendisole prodiero, plancia di comando e divanetto poppiero. Nei confronti dei maggiori Freedom 20 e Freedom 24, ha il pregio della motorizzazione “senzapatente” (anche se è in grado di supportare motorizzazioni fino a 135 cv) e di un considerevole risparmio nel prezzo finale d’acquisto, che resta sotto la soglia psicologica dei 20 mila euro (Iva compresa) con il performante Yamaha F40 GETL.

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Nel layout c’è poco da inventare, ma svolgere il tema con tanta meticolosità è possibile e infatti il piccolo di casa Capelli si sa apprezzare per la cura nella costruzione e l’attenzione nello sfruttare ogni spazio per migliorare la vita di bordo. A cominciare dall’accogliente prendisole prodiero che, pur di dimensioni congrue, non impedisce di muoversi con agio anche a pruavia della plancia, così il termine walkaround non è certo esagerato e c’è anche la possibilità di allestire una dinette il cui tavolo potrà costituire la base per ampliare ulteriormente la zona abbronzatura. Sotto trova posto il solito e utilissimo gavone per riporre le dotazioni ed eventuali attrezzature per la pesca o lo sci nautico, c’è davvero tanto posto. La plancia ha un design semplice con un piccolo pannello nero che raccoglie i due strumenti digitali tondi del motore, ricchi di informazioni e di facile lettura. Molto protettivo il voluminoso parabrezza, ben protetto da un tientibene lungo il profilo, solidamente ancorato anche nella parte anteriore; con la robusta battagliola che protegge la zona prodiera conferma che anche la sicurezza è stata tenuta in grande considerazione. Il driver ha a disposizione una comoda seduta che non prevede un supporto per la guida in piedi ma la spalliera si abbatte completamente in avanti per creare, con la spalliera del divanetto pure reclinata, un altro accogliente solarium centrale che lascia comunque spazio ai lati per potersi muovere con agio.

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Yamaha F40 GETL

È il più esuberante dei “senzapatente” Yamaha. I suoi quattro cilindri a quattro valvole per cilindro per 996 cc di cilindrata sono in comune con il modello da 70 cv e questo spiega il perché di tanta energia anche se con la centralina che contiene la sua esuberanza. Piccolo ma non per questo non evoluto tecnologicamente: infatti lo Yamaha F40 GETL dispone di tutte le soluzioni all’avanguardia che hanno decretato il successo dei fuoribordo dei tre diapason, a cominciare dal leggerissimo blocco motore una testata a singolo asse a camme e quattro valvole per cilindro in grado di garantire le massime performance per finire con il sistema di iniezione EFI dove gli iniettori forniscono l’esatta quantità di carburante necessario per le massime prestazioni e i minimi consumi. Controllati dall’ECM (Engine Control Module) attraverso le informazioni provenienti dai vari sensori e grazie alla loro posizione in prossimità delle valvole di aspirazione garantiscono la massima efficienza nella combustione.

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Il test

Il mare di Varazze è abbastanza calmo, giusto quell’onda di risacca per permettere di verificare le qualità nautiche della carena. La resa dello Yamaha F40 GETL è all’altezza delle aspettative ben supportato dall’elica di acciaio a tre pale da 13 pollici. La progressione è buona, ma soprattutto è ben scandita nell’arco degli oltre 6 mila giri di cui è accreditato, tipica del quattro tempi nipponico a 16 valvole che non ha accelerazione brucianti, ma una curva di coppia ben distribuita. Questa facilità discretamente anche il dosaggio della manetta che permette di regolare con precisione la velocità. La planata è raggiunta poco oltre i 3000 giri senza particolari difficoltà e senza che l’assetto della barca ne risenta, in altre parole senza particolari cabrate e senza ricorrere all’uso dei flap. In effetti tutta la progressione è realizzata senza l’uso dei correttori d’assetto che permettono di passare di misura i 6 mila giri e sfiorare i 25 nodi di velocità. A quel punto interveniamo con qualche tacca di trim per salire di altri 300 giri, arrivando quindi a 6400 giri, dove registriamo la velocità di punta a 26,3 nodi con un consumo 23,5 litri/ora. Ma è in tutte le andature che il piccolo fuoribordo giapponese si mostra un vero campione di economia, se pensiamo che a 20 nodi, che potrebbe essere individuata come la velocità di crociera, al regime di circa 5000 giri si consumano meno di 15 l/h che scendono addirittura a poco più di 7 l/h se si opta per navigare al limite della planata minima, cioè a 3300 giri e 8,6 nodi.
I cambi di direzione, anche bruschi, sono ben assecondati dalla barca che si destreggia bene anche sul mare increspato e negli attraversamenti della nostra scia.

Prezzo package 19.590 euro Iva compresa

Visita il sito Yamaha Marine

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Alberto Mondinelli

Alberto Mondinelli, 40 anni di nautica dalle regate di 420 alle gare offshore di Classe 1, e poi addetto stampa dei più importanti team negli anni Novanta e della Spes di Mauro Ravenna nel momento di massimo fulgore della motonautica d’altura. Come giornalista, direttore responsabile di Offshore International e, più recentemente, tester di Barche a Motore.
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