Suzuki Italia compie 50 anni: mezzo secolo tra moto, auto e fuoribordo

In occasione dell’importante anniversario Suzuki ripercorre la sua storia italiana, incentrata sui motori da strada e, ovviamente, anche quelli sull'acqua.
Il bello del piccolo: al Salone di Genova Suzuki l’ha fatto vedere a tutti, portando in esposizione la gamma completa dei 7 tender Suzukino. La filosofia su cui poggia da sempre il marchio, del resto, è quella giapponese dello “Sho-Sho-Kei-Tan-Bi”, a richiamare tra le altre cose i concetti di più piccolo, più leggero, minimal e bello. Questo stesso approccio ha accompagnato fin dalla nascita anche Suzuki Italia, che nel 2026 festeggia 50 anni di storia.
Le origini di Suzuki Italia: gli anni Settanta
La nascita ufficiale di Suzuki Italia è datata 1976. Va però detto che "Saiad", acronimo di Suzuki Articles Import And Distribution, aveva avviato la distribuzione delle motociclette giapponesi già nel 1970: erano gli anni della Titan 500 e della GT500, seguite dall’iconica GT750. Il marchio insomma aveva già iniziato a farsi conoscere, anche grazie all’attività del Racing Team europeo.


Ma è per l’appunto nel ’76 che Suzuki Italia assume la distribuzione dei prodotti Suzuki sul mercato nazionale; e nel medesimo periodo si inizia a guardare anche al mare, avviando la distribuzione dei fuoribordo Suzuki a due tempi.
Gli anni Ottanta: l’ampliamento della gamma di fuoribordo e i successi a due ruote
Negli anni Ottanta Suzuki diventa un brand di spicco nel mondo motociclistico, inanellando successi: nell’81, per dire, Marco Lucchinelli conquista il titolo mondiale della classe 500, in sella alla RG500.
Tra le due ruote impazzano la GSX1100 Katana, con l’arrivo successivo di altri modelli supersportivi, come la GSX-R750, la DR 600 Big, monocilindrica da Enduro ispirata alla Parigi-Dakar, e ancora, la RGV (con la 500 che portò poi i piloti Suzuki a vincere due titoli mondiali).

L’innovazione giapponese spinge anche nel settore marine
Negli anni Ottanta Suzuki introduce l’innovativo sistema di iniezione dell’olio sui motori a due tempi e, rispondendo alle esigenze dei naviganti, amplia sempre più la gamma di propulsori, per arrivare fino ai primi fuoribordo da 100 cavalli.


Nel 1982 Suzuki – dapprima attraverso Autexpò, poi tramite Suzuki Italia dal 1995 – entra anche nel mercato automobilistico italiano, con l’esordio dei fuoristrada 4x4, del modello Samurai e poi, nel 1988, del Vitara.


Gli anni Novanta: l’arrivo dell’elettronica
L’esperienza nel campo automobilistico, negli anni Novanta, supporta l’innovazione in campo marine: si arriva così ai primi motori nautici Suzuki a iniezione elettronica, come il DT150 EFI, puntando a ottimizzare i consumi. Nel 1994 c’è l’esordio dei modelli di motori marini a 4 tempi, a partire dai propulsori da 15 e da 9,9 cavalli.


Accanto all’evoluzione nella nautica, dal Giappone continuano ad arrivare novità anche tra moto e automobili: si pensi al debutto del Burgman 400, un riferimento tra gli scooter di grande cilindrata, e del fuoristrada compatto Suzuki Jimmy, arrivato in Italia nel 1999.
Nel frattempo, continuano i successi nel mondo racing, con la casa madre ad alzare sempre più l’asticella delle prestazioni: sulla spinta di queste vittorie, nel 1999, la GSX-1300R Hayabusa porta le prestazioni delle moto di serie oltre la soglia dei 300 km/h, superando i 312 chilometri orari.
Anni Duemila: sempre più potenza
Il terzo millennio di Suzuki Italia porta con sé modelli che conosciamo bene ancora oggi, ovvero i fuoribordo Suzuki DF115 e DF140, seguendo un trend che porta all’aumento di potenza, prestazioni ed efficienza.

Ecco che allora nel 2003 arriva il DF250, peraltro il primo grande fuoribordo quattro tempi Suzuki a ricevere un Innovation Award dalla NMMA; l’anno seguente debutta il DF 300, il primo propulsore fuoribordo di sempre a vantare comandi elettronici Drive-by-Wire.
L’alba del nuovo millennio, in campo automobilistico, vede il debutto del primo vero compact city SUV, Ignis. Il vero spartiacque nel settore delle quattroruote è però da individuare nel 2004, quando Suzuki avvia la fase “Renaissance”: un percorso di rinnovamento riassunto nel claim “Way of life”, e che si concretizza nel lancio di modelli giovani e trendy, come la seconda generazione di Swift, nella terza generazione di Vitara e nell’esordio del primo crossover del brand, ovvero l’SX4.
Innovazione continua per aumentare versatilità e sostenibilità
Nel 2010 Suzuki presenta un fuoribordo grandemente apprezzato per gli italiani, e non a caso: il DF40 aumenta l’accessibilità della nautica da diporto, strizzando l’occhio a chi non possiede la patente.

E se l’anno successivo viene introdotto il sistema per selezionare il senso di rotazione del piede del fuoribordo, nel 2012 la gamma viene ampliata ulteriormente, con il debutto del DF350. Si tratta qui del primo Suzuki dotato di tecnologia Dual Prop, con due eliche controrotanti che lavorano insieme per migliorare accelerazione, e per portare più facilmente in planata anche le imbarcazioni più pesanti.

Come ben sanno gli appassionati di due ruote, quelli sono anche gli anni del debutto della V-Strom 650, nonché del rientro in MotoGP con il Team Suzuki Ecstar e la nuova GSX-RR.

Tra le quattro ruote nel 2013 viene lanciata l’S-Cross, mentre nel 2016 comincia il percorso di ibridazione, con il lancio della Baleno Hybrid: da allora oltre 240.000 clienti hanno scelto una Suzuki Hybrid, anche grazie all’ampliarsi della gamma (con l’Across Plug-in nel 2020, la Swace Hybrid nel 2021 e con i restyling di Vitara Hybrid e S-Cross Hybrid nel 2022).
L’impegno verso una maggiore sostenibilità trova eco anche nel settore marine, con la tecnologia #lavalacqua (Suzuki Micro-Plastic Collector) che integra un sistema di filtrazione delle microplastiche nel circuito di raffreddamento del motore. L’innovazione, brevettata da Suzuki, è stata resa disponibile a tutti, a sottolineare la volontà del brand di proteggere gli habitat marini.

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Il percorso green avanza anche nell’automotive, con il debutto, nel 2025, della prima auto Suzuki al 100% elettrica, eVITARA.
Il futuro di Suzuki passa per la strategia multipath
Rileggendo l’evoluzione degli ultimi cinquant’anni di questo brand giapponese si riesce a intravedere almeno in parte anche il suo futuro: Suzuki continuerà infatti a sviluppare nuove tecnologie, seguendo quella che è la propria mission dichiarata, ovvero “mettere il Cliente al centro di ogni progetto”.
Per quanto riguarda la transizione energetica, questa visione si concretizza nella strategia multipath, conl’adozione e il mix di differenti tecnologie in base alle reali esigenze dei clienti: si parla infatti di veicoli elettrici con batterie compatte, di sistemi ibridi efficienti, di motori termici evoluti nonché di carburanti carbon-neutral come il biogas. Tutto questo ovviamente con una particolare attenzione per il mercato italiano, ben sapendo che – stando a quanto dichiarato dal marchio lo scorso autunno – il nostro paese rappresenta circa il 20% della distribuzione globale di motori fuoribordo Suzuki.
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