Azimut Fly 72 per Ferrari Hypersail: la personalizzazione esce dall'estetica ed entra nell'alta ingegneria

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19 Ottobre 2026
Azimut Fly 72 per Ferrari Hypersail: la personalizzazione esce dall'estetica ed entra nell'alta ingegneria

Una versione speciale dell'Azimut Fly 72 è in fase di progettazione e costruzione per fare da supporto al team Ferrari Hypersail. Per assolvere al suo compito di "tow boat" il cantiere ha attivato un pool plurispecializzato in progettazione navale e ingegneria strutturale.


Nell'ambito del diporto siamo (stra) abituati a sentire parlare di personalizzazione secondo i desideri dell'armatore, ma qui solitamente ci si limita alle questioni purametne estetiche.

Diverso è quando la barca deve essere personalizzata per un ruolo ben preciso da svolgere nell'ambito delle competizioni sportive, dove anche pochi centesimi di secondo possono stravolgere il destino di un atleta o, come in questo caso, di un team. 

Ferrari Hypersail

Azimut Yachts entra infatti nel progetto Ferrari Hypersail in qualità di Technical Partner e Official Yachting Partner, mettendo a disposizione una versione profondamente modificata dell'Azimut Fly 72, perché il compito di questa barca di 22.69 metri, sarà di trainare in velocità il "mostro coi foil" nei primi test per farlo alzare fuori dall'acqua.

La collaborazione riguarda anche la realizzazione della base operativa del progetto negli spazi Azimut a Livorno, dove saranno svolte alcune delle attività legate allo sviluppo e alla sperimentazione del prototipo destinato alla vela oceanica.

Meno peso e il doppio dei cavalli, ecco come l'Azimut Fly 72 farà volare Ferrari Hypersail

Come abbiamo visto, il contributo del cantiere si concentra in particolare sulla tow boat, l’imbarcazione incaricata di trainare il prototipo di Hypersail durante le prime prove di volo sui foil, quando l’unità Ferrari sarà ancora priva di albero e vele.

Per questa funzione, l’Ufficio Tecnico e il dipartimento Ricerca e Sviluppo di Azimut hanno sviluppato una configurazione specifica dell’Azimut Fly 72, intervenendo soprattutto sul rapporto peso-potenza e sulla struttura necessaria a sopportare le sollecitazioni del traino.

L’obiettivo dichiarato è di raggiungere una velocità di circa 30 nodi - non poco per uno yacht di quasi 23 metri - necessaria per sostenere le prime prove di decollo e volo del prototipo. Un obiettivo per il quale il cantiere ha lavorato sulla riduzione di peso dell’imbarcazione, circa sei tonnellate in meno utilizzando soprattutto fibra di carbonio.

Faly 72 Hypersail

Parallelamente, la motorizzazione è ora a una potenza complessiva di 4.000 cavalli, il doppio rispetto alla configurazione del modello di serie, attraverso un’installazione sviluppata appositamente per il progetto Ferrari Hypersail.

Interventi strutturali per lo sforzo del traino, ma anche per spazi interni più flessibili

La progettazione ha coinvolto le competenze del cantiere nei settori della progettazione navale, dell’ingegneria strutturale, degli impianti e dell’allestimento.

L’incremento della potenza ha infatti comportato interventi specifici sull’architettura strutturale e sull'impiantistica dello yacht, ma anche per realizzare il tow post, ovvero il punto di attacco del sistema di traino, che è dimensionato per sostenere le sollecitazioni statiche e dinamiche generate durante le operazioni.

Anche gli spazi di bordo sono stati riconfigurati per rispondere alle esigenze operative del team guidato da Enrico Voltolini.

Sarà possibile anche l'imbarco degli atleti e degli ospiti

Nelle fasi successive del programma, l'Azimut Fly 72 potrà essere impiegato anche per il trasporto dell’equipaggio e per ospiti del progetto. Il suo ruolo, quindi, non si limiterà alle prime prove del prototipo, ma potrà estendersi alle successive campagne di test e agli appuntamenti pubblici legati a Ferrari Hypersail.

“Siamo l’unico brand del settore con un dipartimento R&D indipendente e completamente dedicato a sviluppare soluzioni che ancora non esistono sul mercato”, ha dichiarato Andrea Antichi, General Manager di Azimut Yachts. “Una scelta guidata da un'insaziabile fame di progresso, la stessa che ci ha unito al progetto visionario di Ferrari Hypersail. Siamo orgogliosi di prendere parte a un’impresa che muove dalla sfida per generare nuove conoscenze e stimoli per il mondo della nautica”.

Dal lato Ferrari, la collaborazione viene inquadrata soprattutto nella prospettiva dello sviluppo tecnico e delle prove in mare. “Il progetto Ferrari Hypersail – ha detto Lorenzo Giorgetti, Chief Racing Revenue Officer di Ferrari è nato dalla volontà di realizzare qualcosa di mai visto prima, portando il DNA racing Ferrari nel mondo della vela oceanica”.





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Nico Caponetto

Piemontese, 65 anni, inizia la carriera giornalistica nei quotidiani, dove si è occupato di cronaca nera e giudiziaria per poi dirigere un quotidiano locale in Emilia abbinato a La Stampa. Dal 2006 si è dedicato all'editoria nautica in diverse riviste e web magazine, occupandosi soprattutto di test in mare, temi tecnici e didattici. Istruttore di vela, naviga da oltre 40 anni con esperienze in Mediterraneo, oceano Atlantico e oceano Indiano. Nel 2023 ha vinto il primo premio nella sezione "Articoli - Navigazione" del Premio Marincovich con l'articolo "30 ore in una zattera".
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