Bat Combat 20, un "power" maxi rib da 58 nodi al vertice della gamma Bat

Dopo l'esordio del Combat 14, Bat presenta subito il progetto successivo a cui sta lavorando e che vedrà la luce nel corso del prossimo anno. È il Bat Combat 20, che può essere motorizzato sia con gli entrobordo sia con i fuoribordo, per velocità che fanno fede al nome di questo gommone di 20 metri.
Sarà pronto entro il 2027 e andrà a occupare la posizione di ammiraglia di gamma portando il cantiere Bat, dopo l’esordio con il Combat 14, nella fascia alta dei maxi rib. Il nuovo Bat Combat 20, infatti, sfiora i 20 metri li lunghezza fuori tutto.
Il progetto del nuovo Combat 20 è stato affidato ancora all’architetto Gianluca Caputi, chiamato a mantenere la continuità stilistica con il Combat 14, adattandone gli elementi caratteristici a proporzioni e volumi sensibilmente maggiori.

Tra i tratti distintivi annunciati figurano i tubolari bicolore, il parabrezza rovesciato, l’hard top dalla forma ispirata a un pipistrello, la chaise-longue di prua e il prendisole di poppa.
La maggiore superficie disponibile dovrebbe consentire di intervenire soprattutto sulla distribuzione degli spazi e sulla separazione delle diverse funzioni di bordo, senza limitarsi a una semplice crescita dimensionale.
Un cockpit organizzato intorno alla vita all’aperto
Una delle aree sulle quali si concentra il progetto è il pozzetto, la cui zona living è quasi completamente protetta dall’hard top sostenuto a poppa da una struttura a doppio appoggio.

La dinette è orientata verso poppa e collocata sotto la copertura sulla cui superficie è possibile collocare pannelli fotovoltaici. Il progetto prevede inoltre la presenza di un prendisole nella zona poppiera attrezzata anche con un mobile cucina.
Accesso agli interni e separazione degli ambienti
Un altro elemento particolare riguarda l’ingresso agli spazi sottocoperta. Il Bat Combat 20 dovrebbe infatti adottare una doppia porta ad ali di gabbiano, soluzione che, secondo le indicazioni del cantiere, consentirà di raggiungere direttamente il bagno senza dover attraversare gli altri ambienti interni.
Il layout del ponte sottocoperta prevede due cabine, di cui una a prua e una a poppa, una dinette con seconda cucina, e un bagno.
Fino a 4.000 cv e una velocità stimata di 58 nodi per il Bat Combat 20
Per quanto riguarda la propulsione, sono allo studio diverse configurazioni, sia entro sia fuoribordo. La soluzione entrobordo prevede due motori con potenze comprese tra 1.300 e 2.000 CV ciascuno, abbinati a trasmissioni Top System Surface Drive ed eliche di superficie.
Nella versione fuoribordo è prevista l’installazione di quattro o cinque Mercury da 600 cv, per una potenza totale massima di 3.000 cavalli. La scelta tra le due architetture comporterà differenze importanti nella distribuzione dei pesi, nell’occupazione dello spazio a poppa e nella gestione della trasmissione della potenza in acqua.

Le prestazioni dichiarate sono, per il momento, obiettivi progettuali e non dati derivanti da prove in mare. In funzione della motorizzazione e dell’allestimento, la velocità massima stimata è compresa tra 48 e 58 nodi, mentre l’autonomia indicativa dovrebbe collocarsi tra 200 e 350 miglia a seconda del tipo di motorizzazione.
Si tratta di valori che dovranno essere verificati sul battello finito, considerando anche il dislocamento effettivo, il carico, le condizioni del mare e il regime di funzionamento.
E nelle mire c'è anche la variante ibrida del Combat 20
Accanto alle configurazioni tradizionali, Bat sta valutando anche una versione ibrida, basata sull’impiego di uno o due generatori e di un sistema di propulsione elettrica. L’obiettivo indicato è una velocità di crociera nell’ordine dei 25-28 nodi, con un’autonomia stimata fino a 250 miglia.
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Scheda tecnica
| Lunghezza f.t. | 19,80 m |
| Larghezza | 6,70 m |
| Diametro tubolari | 0,85 m |
| Motori entrobordo | 2x1.300 o 2000 cv |
| Motori fuoribordo | 4x600 o 5x600 cv |
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