Callegari 48, il ritorno di un marchio storico e con un Dna aerospaziale

Categorie: Barche e Yacht
19 Giugno 2026
Callegari 48, il ritorno di un marchio storico e con un Dna aerospaziale

Primo modello del nuovo corso del cantiere Callegari, che si riaffaccia sul mercato con una nuova proprietà proveniente dal mondo aerospaziale,  il Callegari 48 mutua tutto il bagaglio tecnologico e costruttivo derivante dalla produzione dei componenti aeronautici, per porsi come un gommone estremamente affidabile dal punto di vista strutturale. È lungo 15 metri e presto saranno in arrivo altri due modelli di 9 e 7 metri. 


Ci sono marchi che hanno contribuito a scrivere la storia della nautica italiana e che, per questo motivo, continuano a vivere nella memoria degli appassionati anche dopo anni di assenza dal mercato. Callegari è uno di questi. Nato negli anni Settanta e riconosciuto per la robustezza e versatilità dei suoi gommoni, il cantiere aveva progressivamente abbandonato la scena fino alla chiusura delle attività, ma oggi torna sul mercato con un'anima totalmente rinnovata e un primo gommone di 15 metri, il Callegari 48.

La rinascita di Callegari è infatti legata all'acquisizione da parte del Gruppo Recchia attraverso Aviorec Composites, azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di componenti strutturali in materiali compositi per i settori aerospaziale e automotive.

Un passaggio che rappresenta molto più di un semplice cambio di proprietà: significa trasferire nel mondo della nautica processi produttivi, controlli qualitativi e competenze normalmente impiegati nella costruzione di aeromobili e componenti destinati al volo.

Il primo modello della nuova era è appunto il Callegari 48, un maxi rib di 14,94 metri che si colloca nel segmento premium del mercato internazionale. Una scelta controcorrente rispetto a molti cantieri che partono dalle dimensioni più contenute, ma Callegari ha deciso di presentarsi direttamente con la propria ammiraglia, utilizzandola come manifesto tecnologico del marchio.

Callegari 48.

Tutta fibra di carbonio e macchinari ad alta precisione forgiano il Callegari 48

Dal punto di vista costruttivo, il Callegari 48 rappresenta una vera sintesi tra nautica e aeronautica. La struttura è realizzata in full carbon mediante processi di infusione sottovuoto e successivo post-curing controllato, tecniche che consentono di ottenere rapporti ottimali tra rigidità e peso.

L'impiego estensivo della fibra di carbonio non ha finalità esclusivamente prestazionali, ma contribuisce anche a migliorare efficienza, consumi e comportamento dinamico dell'imbarcazione.

Gli stampi vengono lavorati internamente attraverso macchine CNC (Computer Numerical Control) ad alta precisione; gli incollaggi strutturali utilizzano adesivi derivati dall'industria aeronautica; ogni laminato viene sottoposto a controlli non distruttivi e verifiche termografiche, mentre durante l'allestimento vengono impiegate celle di carico, ovvero dei trasduttori che misurano il peso o la forza applicata in quel punto  per controllare con precisione peso e distribuzione delle masse rispetto ai parametri progettuali.

Callegari 48.

Anche lo sviluppo della carena è stato affrontato con un approccio ingegneristico avanzato. Le forme sono state ottimizzate attraverso analisi fluidodinamiche CFD (Computational Fluid Dynamics), consentendo di studiare il comportamento dello scafo in ambiente virtuale prima della costruzione dei prototipi.

Il risultato dichiarato dal cantiere è una significativa riduzione del peso complessivo e un aumento dell'efficienza idrodinamica rispetto a imbarcazioni tradizionali della stessa categoria.

Hard Top del Callegari 48.

La coperta è un bell'esempio di funzionalità a bordo

I primi rendering mostrano un battello dalle linee molto sportive, con un T-Top che copre la plancia di comando e gran parte del pozzetto.

Due grandi aree prendisole sono state realizzate a prua e a poppa con molta cura dedicata a quella libertà di movimento, che è più tipica dei walkaround.

Prendisole di prua.

In particolare a prua si può apprezzare l'estensione dell'imbottitura su tutta la superficie, così da poter ottenere due tipi d iprendisole, un sitle chaise-longue, con una parte rialzata utile come poggiatesta o poggiaschiena, e l'altra come un grande piano esteso su cui sdraiarsi completamente.

La zona di poppa è, come da tradizione, dedicata al living, con una dinette formata da due divani contrapposti di fronte al grande mobile cucina ricavato dietro la postazione di comando.

L'ormai immancabile apertura delle murate laterali rende poi il solarium poppiero totalmente aperto sul mare.

Due cabine sottocoperta

Questo tipo di gommone generalmente nasce per privilegiare la vita all'aperto, ma non bisogna dimenticare che si tratta pur sempre di un maxi rib di 15 metri, dunque non può mancare una buona vena crocieristica.

Dopo tutto il lavoro di progettazione della carena per poter navigare lungamente nelle diverse condizioni di mare, in tema di crociere si passa a osservare la disponibilità di spazi sottocoperta.

Ingresso sottocoperta.

Ad accogliere gli ospiti ai piedi della scala di discesa c'è un disimpegno con un divanetto a sinistra che di fatto divide le due cabine.

Cabina di prua.

Quella di prua è con un letto matrimoniale interamente percorso ai lati da due lunghi oblò panoramici, mentre la cabina di poppa è con due letti separati e, pur non avendo una paratia di chiusura, rimane comunque riservata in un ambiente ben circoscritto. Naturalmente non manca il bagno separato al servizio di entrambe le cabine

Cabina di poppa.

I motori del Callegari 48: due tipologie con una sola opzione per ciascuna

Il Callegari 48 è disponibile sia con i motori fuoribordo sia con gli entrobordo ed entrambe offrono una sola opzione di potenza.

Nel caso dei fuoribordo, la dotazione è di due Mercury V12 da 600 cv, per una velocità stimata dal cantiere di 50 nodi. Sarà forse per quest'andatura già bella elevata, che il cantiere non ha evidentemente voluto prendere in considerazione anche l'offerta di un equipaggiamento con tre motori, nonostante la configurazione fuoribordo permetta una potenza massima applicabile di 1.800 cv.

Plancia di comando del Callegari 48.

Per quanto riguarda gli entrofuoribordo, invece, l'applicazione massima è di 1.200 cv, ma il cantiere offre solo una dotazione con 2x480 cv D6 diesel Volvo Penta abbinati alle eliche di superficie, per una velocità di punta stimata in 34 nodi.

Affidabilità strutturale e comfort prima della velocità assoluta

Secondo Jacopo Recchia, Ceo di Aviorec, e oggi anche di Callegari, la nuova generazione di battelli è sottoposta a procedure di verifica e stress test assimilabili a quelle utilizzate nell'industria aeronautica, al punto da richiamare gli standard impiegati per programmi militari avanzati come l'F-35.

Un'affermazione che evidenzia la volontà del gruppo di posizionarsi nella fascia più alta del mercato non tanto attraverso la ricerca della velocità assoluta, quanto mediante qualità costruttiva, affidabilità strutturale e comfort di navigazione.

Callegari 48.

Il Callegari 48 inaugura così un nuovo corso destinato a proseguire con modelli più compatti, già annunciati nelle versioni da 9 e 7 metri, che erediteranno gli stessi processi produttivi e lo stesso linguaggio progettuale dell'ammiraglia.

La sfida è ambiziosa: trasformare uno storico costruttore di gommoni in un brand tecnologico capace di coniugare tradizione italiana e cultura aerospaziale.

Callegari 48.

Scheda tecnica

Lunghezza f.t.14,94 m
Larghezza4,80 m
Diametro tubolari0,70 m
Immersione1,05 m
Dislocamento10.500 kg
Serbatoio carburante1.540 l
Serbatoio acqua330 l
Motori2x600cv FB - 2x480 cv EB con eliche di superficie
Persone imbarcabili12
Posti letto3
CarenaDoppio redan con dead rise di 22,8 gradi



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Nico Caponetto

Piemontese, 65 anni, inizia la carriera giornalistica nei quotidiani, dove si è occupato di cronaca nera e giudiziaria per poi dirigere un quotidiano locale in Emilia abbinato a La Stampa. Dal 2006 si è dedicato all'editoria nautica in diverse riviste e web magazine, occupandosi soprattutto di test in mare, temi tecnici e didattici. Istruttore di vela, naviga da oltre 40 anni con esperienze in Mediterraneo, oceano Atlantico e oceano Indiano. Nel 2023 ha vinto il primo premio nella sezione "Articoli - Navigazione" del Premio Marincovich con l'articolo "30 ore in una zattera".
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