Cantiere Mimì, il gozzo tradizionale incontra la ricerca moderna per barche sempre più green

La trasformazione del gozzo tradizionale in un’imbarcazione moderna, capace di accogliere le innovazioni senza snaturare le proprie origini, passa anche attraverso la ricerca sui materiali.
Il Cantiere Mimì ha realizzato un importante investimento in ricerca e sviluppo attraverso la collaborazione con l’Università Federico II di Napoli, portata avanti assieme al progettista Valerio Rivellini.
L’obiettivo di questa collaborazione è quello di studiare l’impiego di fibre naturali, come lino, canapa e basalto insieme a resine 100% bioderivate, per la realizzazione di alcuni componenti degli allestimenti interni ed esterni delle imbarcazioni.
Fibre naturali e resine bioderivate per il Libeccio 9,50
Il progetto ha trovato una sua prima concreta applicazione nel Libeccio 9.50 Cabin versione green, presentato all’ultimo salone nautico di Genova.
Gli interventi più significativi hanno riguardato la realizzazione di pannelli e componenti di allestimento, per i quali sono state utilizzate fibre di lino e canapa, e di alcuni elementi di rinforzo, con l’impiego di fibre di basalto.
Inoltre, è stato sperimentato l’utilizzo di resine al 100% bioderivate, desinate a sostituire le tradizionali resine di origine petrolchimica.
Un progetto di particolare importanza, quello avviato dal Cantere Mimì. Nel settore nautico, infatti, l’uso di materiali alternativi offre vantaggi costruttivi e ambientali.
Le fibre vegetali possono ridurre il peso e derivano da materie prime rinnovabili, ma le loro prestazioni dipendono dalla qualità della fibra, dal sistema di impregnazione e dalla matrice impiegata.
Anche le resine biologiche devono essere valutate in base alle prestazioni finali e all’intero ciclo di vita del manufatto: l’origine rinnovabile, infatti, non garantisce automaticamente la biodegradabilità o la riciclabilità del composito.
Per questo, il valore del progetto andrà misurato non soltanto sulla base della natura dei materiali impiegati, ma anche dei risultati ottenuti in termini di resistenza, durata e possibilità di applicazione industriale.
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Mimì Libeccio 13,50 WA, un diverso modo di vivere la coperta
Per il cantiere partenopeo, il salone di Genova è stato anche il palcoscenico per presentare la nuova versione del Libeccio 13,50, realizzata nella nuova configurazione Walkaround.
Un progetto che si inserisce nel lavoro di aggiornamento della gamma condotto con Valerio Rivellini, che negli ultimi anni ha interessato sia gli allestimenti sia l’organizzazione degli spazi.

Il Walkaround risponde a una logica precisa: rendere più agevole il passaggio tra le diverse zone della coperta e favorire una fruizione continua degli spazi esterni.
La circolazione lungo i lati della tuga, la connessione fra pozzetto e aree prendisole e l’accessibilità delle zone di prua e di poppa sono aspetti che assumono particolare importanza su un’imbarcazione destinata sia alle uscite giornaliere sia alle crociere di media durata.
Spazi più fruibili, per questo yacht che si colloca nella categoria Ce B, e un buon livello di prestazioni grazie alle motorizzazioni previste, con due propulsori entrobordo Yanmar da 370 o 440 cv capaci di collocare le velocità massime fra i 25 e i 30 nodi.



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