Da Cmc Marine una nuova generazione di sistemi più efficienti di stabilizzazione e manovra

Dalle nuove geometrie delle pinne stabilizzatrici, per ridurre fino al 30% la resistenza, alle eliche dei thruster fino all’interfaccia attraverso cui vengono controllati gli impianti: da Cmc Marine arriva una serie di novità per il 2027, che intervengono su componenti apparentemente secondari, ma determinanti per il comportamento dinamico di uno yacht.
Il tema dell’efficienza energetica sta modificando anche la progettazione dei sistemi di bordo destinati a stabilizzazione e manovra, e proprio in questa direzione è andata Cmc Marine nella realizzazione delle sue ultime novità.
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In tema di stabilizzazione: nuove geometrie per pinne ancora più idrodinamiche
La novità forse più interessante riguarda le nuove pale LA (Low Aspect Ratio) sviluppate per gli stabilizzatori Stabilis Electra. Il progetto nasce dalla necessità di ridurre la resistenza idrodinamica generata dalle pinne durante la navigazione, senza rinunciare alla superficie necessaria per contrastare il rollio.
La soluzione adottata interviene in particolare sulla geometria del bordo della pala, caratterizzato da un profilo arrotondato studiato per limitare la formazione di turbolenze.
Secondo i dati forniti dal costruttore, il nuovo disegno può ridurre fino al 30% la resistenza all'avanzamento rispetto alle precedenti configurazioni. Un dato che va letto soprattutto in relazione alla quantità di tempo che una pinna stabilizzatrice trascorre immersa e in movimento durante la navigazione.

Diminuire il trascinamento significa infatti contenere la potenza necessaria per mantenere la velocità e, di conseguenza, incidere sui consumi.
Il progetto rappresenta inoltre un passaggio significativo sul piano industriale: Cmc Marine dichiara infatti di aver sviluppato internamente l'intero processo, dalla simulazione fluidodinamica alla progettazione strutturale, fino alla realizzazione.
Le analisi Cfd hanno permesso di verificare il comportamento della nuova geometria prima della fase produttiva, mentre la collaborazione tra ricerca e sviluppo e lo stabilimento di Salerno ha accompagnato la successiva validazione. Le nuove pale sono previste per gli stabilizzatori Stabilis Electra con superfici comprese fra 2,10 e 7 metri quadrati.
Più compatte le nuove STAB 50 e 60
Sempre nell'ambito della stabilizzazione arriva un'altra novità, questa volta mirata soprattutto alla progettazione degli impianti.
I nuovi Waveless Stab 50 e Stab 60 ampliano la gamma degli stabilizzatori elettrici a pinna con un'attenzione particolare agli ingombri.
È un aspetto tutt'altro che marginale a bordo di uno yacht. Il sistema di stabilizzazione deve trovare spazio all'interno dello scafo, dove competono per gli stessi volumi serbatoi, impianti, locali tecnici e spazi destinati all'equipaggio.

La riduzione dell'ingombro può quindi semplificare l'integrazione dell'impianto soprattutto nei progetti nei quali la distribuzione interna è particolarmente vincolata.
Con i due nuovi modelli, Cmc Marine estende l'applicazione della famiglia Stab a yacht fino a circa 45 metri e oltre 200 tonnellate di dislocamento. L'obiettivo tecnico è combinare dimensioni contenute dell'apparato con una superficie di stabilizzazione adeguata alle masse in gioco.
In tema di manovabilità: ora i thruster Dualis Electra hanno eliche a cinque pale
Il secondo fronte sul quale è intervenuto Cmc Marine è quello della manovrabilità a bassa velocità. Per i thruster elettrici Dualis Electra arriva infatti una nuova elica a cinque pale, anch'essa sviluppata internamente.

L'aumento del numero delle pale modifica la distribuzione della spinta e può contribuire a renderne più regolare l'erogazione. Nel caso specifico, la geometria è stata studiata per contenere le oscillazioni della spinta, indicate dal costruttore in una riduzione fino al 30%.
L'effetto ricercato non riguarda quindi soltanto l'efficacia del thruster, ma anche la qualità della sua azione: meno variazioni di carico significano potenzialmente meno vibrazioni e rumore trasmessi alla struttura.
Il problema assume particolare rilevanza sugli yacht di maggiori dimensioni, dove le potenze in gioco sono elevate e il comfort acustico e vibrazionale costituisce una componente importante della qualità percepita a bordo.

Cmc Marine indica infatti come principale campo di applicazione delle nuove eliche gli yacht a partire da circa 30 metri di lunghezza.
In tema di elettronica: il controllo passa dal nuovo display
L'aggiornamento coinvolge infine anche l'interfaccia uomo-macchina. Il nuovo display capacitivo presenta una grafica rivista, una maggiore luminosità e una risoluzione più elevata, caratteristiche particolarmente importanti per uno strumento destinato a essere utilizzato in plancia, dove la luce diretta può rendere difficile la lettura degli schermi.

L'elettronica di bordo assume inoltre un ruolo sempre più centrale nell'integrazione dei sistemi. Per questo il nuovo display dispone di porte Can e Nmea2000 e può quindi dialogare con la rete di bordo, acquisendo informazioni come dati Gps e segnali di marcia.
L'evoluzione dell'interfaccia non riguarda dunque soltanto l'aspetto grafico, ma anche la possibilità di concentrare in un unico punto una quantità maggiore di informazioni relative al funzionamento degli apparati.

In tema di riciclo energetico: recuperare energia durante la stabilizzazione
Cmc Marine torna anche sul tema dell'Energy Recovery System, sistema che utilizza il principio del recupero dell'energia cinetica.
L'idea è sfruttare l'energia che si sviluppa durante le fasi di frenata del movimento delle pinne stabilizzatrici, immagazzinandola e reimpiegandola nel successivo ciclo di stabilizzazione.
Il principio ricorda, per impostazione generale, quello del KERS utilizzato in Formula 1, anche se applicato a un contesto completamente diverso. L'obiettivo è ridurre i picchi di assorbimento elettrico e rendere più regolare il fabbisogno energetico dell'impianto.

Cmc Marine dichiara una possibile riduzione dei consumi fino al 50%, un valore che va naturalmente rapportato alle condizioni operative e al profilo di utilizzo dello yacht.
Nel complesso, le novità presentate a Cannes descrivono una direzione precisa della ricerca sui sistemi di stabilizzazione e manovra: non soltanto aumentare la capacità degli apparati, ma intervenire sulla loro efficienza idrodinamica, sull'integrazione a bordo, sulle vibrazioni e sull'assorbimento energetico.
È un'evoluzione che interessa soprattutto gli yacht di dimensioni medio-grandi, dove la richiesta di comfort deve confrontarsi con impianti sempre più potenti e con una crescente attenzione alla gestione dell'energia.
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