UIM Awards Giving Ceremony

Raffaele Chiulli, Presidente UIM: la motonautica cambi

Raffaele Chiulli è all’inizio del suo secondo mandato come Presidente UIM e ha le idee chiare sul futuro della motonautica.

È un Raffaele Chiulli stanco ma soddisfatto quello che incontro nella hall del Monte Carlo Bay, dopo la serata della UIM Awards Giving Ceremony durante la quale si è confrontato con i rappresentanti di tutte le Federazioni motonautiche mondiali e i loro piloti. 64 piloti che hanno vinto 76 titoli mondiali con una copertura mondiale davvero impressionante: russi, italiani, spagnoli, svizzeri, canadesi, estoni, ungheresi, francesi, sudafricani, inglesi, tedeschi, croati, svedesi, statunitensi, slovacchi, senza dimenticare Kuwait ed Emirati Arabi.

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Raffaele Chiulli per una “nuova” motonautica

Proprio questa connotazione mondiale che la motonautica ha raggiunto mi fa mettere da parte la pochezza della rappresentanza italiana sia istituzionale (non c’era neppure il presidente FIM) sia di piloti premiati (cinque titoli in totale). Semmai è importante aspettarsi che il nuovo corso che Raffaele Chiulli vuole imprimere alla motonautica possa avere positive ricadute anche in Italia, magari trovando nuove formule di rilancio che finora non si sono palesate.

La presenza di Klaus Dibiasi, il campione olimpico dei tuffi, ma soprattutto di Renato Molinari, 18 titoli mondiali in motonautica, il palmares più ricco di tutto il mondo “motorsports”, sono lo spunto di partenza per Raffaele Chiulli: “conoscere la nostra storia, capire e ricordare le nostre radici per continuare a crescere. È per questo che ho voluto qui due campioni di due sport diversi, perché fossero un riferimento per i tanti giovani che abbiamo premiato. Una fonte d’ispirazione per i grandi valori che lo sport rappresenta, esempio di lealtà ed energia di stimolo per le giovani generazioni”.

Nella foto di apertura, da sinistra: Ivan Capelli, Renato Molinari, il presidente UIM Raffaele Chiulli e Klaus Dibiasi.

UIM Awards Giving Ceremony

“La motonautica deve cambiare pelle – prosegue Raffaele Chiulli -, sono le mutate situazioni mondiali a richiederlo. Il mio mandato è stato rinnovato da pochi mesi, era un obiettivo che mi ero prefissato non perché volevo una “poltrona”, ma perché volevo mettere a frutto i primi quattro anni di presidenza. Durante il mio primo mandato ho soprattutto raccolto tante opinioni e testimonianze: un lungo periodo di ascolto e riflessione che mi è servito per ridefinire un percorso strategico, che adesso è il momento di delineare, ma soprattutto realizzare. Sono partito da una semplice domanda: quali sono le nostre esigenze? Ho ascoltato tutte le risposte e i suggerimenti, li ho filtrati attraverso le realtà del nostro sport, quelle consolidate come il circuito o l’offshore, quelle emergenti come le aquabike e le barche solari. Viviamo in un mondo che sta cambiando rapidamente, anche per questo ho voluto una maggiore rappresentanza femminile, non solo in acqua ma anche all’interno delle commissioni. Abbiamo i mezzi e le possibilità per intercettare queste evoluzioni sociali e farle nostre, trasformarle nella nostra forza”.

“Sto lavorando per favorire un riavvicinamento tra motonautica e nautica da diporto – prosegue Raffaele Chiulli -, gli Environmental Awards che abbiamo istituito da qualche anno vanno proprio in questa direzione: andare più forte sull’acqua, consumando meno e, soprattutto, inquinando meno, sono un nostro obiettivo e sono anche un obiettivo dei cantieri che costruiscono yacht, unire gli sforzi è la logica conseguenza. Così pure sul fronte della sicurezza, così importante per noi ma anche fondamentale per il diporto, pensiamo allo studio di nuovi materiali e allo straordinario banco di prova costituito dalle gare. Senza remore e a tutto campo: oggi le barche a energia solare che si sono esibite qui a Monte-Carlo per iniziativa di Marco Casiraghi, fratello dell’indimenticato campione di motonautica Stefano, sono in grado di volare sull’acqua a 40 nodi e pensare a un campionato è la logica conseguenza, ma anche lo sviluppo per il diporto non è un’ipotesi molto lontana dalla realtà. Alla loro progettazione hanno partecipato Università di tutto il mondo ed è su queste basi, su questa immagine positiva e propositiva, che dobbiamo ritrovare i nostri spazi e la nostra visibilità. Ieri sera abbiamo presentato anche la prima aquabike a energia solare, per ora è pensata solo per i bambini, ma anche qui ci sono margini di sviluppo enormi e, a proposito di aquabike, da quest’anno abbiamo istituito un ranking mondiale come per il tennis, un modo per cercare di porre rimedio alla polverizzazione che ha caratterizzato questa specialità, così spettacolare e non abbastanza valorizzata”.

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“Come si può vedere le idee ci sono – conclude Raffaele Chiulli -, l’entusiasmo delle persone che ho avuto modo di incontrare qui a Monte-Carlo mi ha dato ulteriore energia, la motonautica è davvero alla vigilia di una nuova era!”
L’entusiasmo di Raffaele Chiulli merita certamente credito e BoatMag sarà al suo fianco in questo percorso. Come giornalista ho vissuto i grandi fasti dell’offshore degli anni Ottanta e Novanta e non si deve essere maghi per capire che non si ritornerà più a quei tempi per tanti motivi economici e storici; ma per gli stessi motivi tanti altri sviluppi sono possibili, forse ancora più interessanti e ambiziosi: la motonautica mondiale con il suo presidente Raffaele Chiulli ha il dovere di perseguirli.

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