Come nasce un team di pesca? Per sport e per amicizia

Chi l’ha detto che la pesca è uno sport per solitari? Mai come ora nascono team di pesca per gareggiare, ma anche per stare in compagnia. Vediamo come.

Un tempo si diceva che a pesca si andava da soli. Era l’occasione per ritemprarsi, per lasciare a casa i problemi di lavoro e familiari, era il momento per farsi venire delle idee nel silenzio assoluto a contatto con la natura. Un tempo… Oggi invece la pesca è sempre più considerata uno sport che è bello praticare in compagnia. Che sia con qualche amico oppure che si decida di creare un proprio team di pesca cambia poco. Certo, solitamente a un team si dà vita non per una pescata ogni tanto, un team di pesca nasce da presupposti ben definiti e condivisi per raggiungere un obiettivo.

Perché un team di pesca

C’è chi lo fa per creare qualche cosa che sia più di un semplice equipaggio, una squadra in cui ognuno ha il suo ruolo, in cui ognuno ha da imparare dagli altri, ma tutti insieme si è pronti per ottenere un risultato. E sempre più spesso questi risultati coincidono con le varie competizioni, FIPSAS e non, organizzate lungo le nostre coste.

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Che si tratti di Mar Tirreno, Adriatico, Ligure, di Sardegna o in generale nel Mediterraneo, sono sempre di più le gare di specialità che vedono la partecipazione dei team. Li vedi arrivare tutti insieme, con le loro divise né più né meno come fanno i componenti delle squadre di altri sport, con un proprio nome che quasi sempre, oltre che sui capi di abbigliamento, compare anche sull’imbarcazione e sulle attrezzature. Alcuni addirittura affrontano insieme la spesa dell’acquisto dell’imbarcazione perché tanto lo sanno, quando si esce in mare si esce quasi sempre insieme.

Ma in un team di pesca, come in qualsiasi altra squadra, devono anche esistere delle regole, che vanno rigorosamente rispettate. L’autodisciplina è importante. Come per ogni squadra sportiva è determinante rispettare gli impegni presi rendendosi disponibili per le gare, o anche solo per gli allenamenti. Se si decide di prendere parte a qualche gara, sarà bene organizzarsi per tempo per quelle date, ma anche incontrarsi qualche volta prima della gara stessa, per pianificare i ruoli, i componenti l’equipaggio, le attrezzature da usare ed eventualmente da acquistare.

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Se si portano attrezzature nuove, in particolare canne e mulinelli, ma anche solo qualche artificiale, sarebbe bene uscire insieme in prova per valutarne l’efficacia, per imparare a conoscerle e gestirle. In gara le prove dovrebbero essere minime, solo per cambiare tattica qualora non si riuscisse a pescare nulla. Un team di pesca solitamente nasce da persone che già si conoscono bene, che condividono la stessa passione, ma non solo. In barca ognuno deve avere il suo ruolo. Chi sta ai comandi in caso di strike e sa perfettamente cosa fare in qualsiasi situazione. Chi provvede a recuperare le altre canne in pesca per lasciare attiva solo quella in strike, chi pastura, chi pensa alle esche, alle montature, chi tiene d’occhio l’ecoscandaglio per le batimetriche, chi è addetto alle riprese video.

Insomma, un team di pesca è un insieme di tante competenze oltre che persone. E poi, come consuetudine, si vince e si perde insieme. Non ci sono colpe o colpevoli, ci sono cose da non rifare o da fare meglio la prossima volta… Perché in un team vige il “tutti per uno, uno per tutti”. Prossimamente torneremo sull’argomento per capire perché molte aziende di attrezzature da pesca o di nautica oggi creano un loro team.

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