La pesca dalla barca – parte 5: rispettare le regole

Presentiamo le normative base per pescare all’interno delle regole ed evitare di incorrere in sanzioni che potrebbero essere anche pesanti.

Per fare qualsiasi cosa, è importante innanzitutto sapere se quella “cosa” si può o meno fare, soprattutto se è consentito dalla legge e in che termini. Anche per la pesca amatoriale esistono dei divieti a cui occorre sottostare. Vediamo insieme i principali per non incorrere in sanzioni a volte anche pesanti.

Pescare dalla barca, gli attrezzi permessi

Cominciamo con gli attrezzi da pesca che sono consentiti. Sono permesse ovviamente le canne, in un numero massimo di cinque per ogni pescatore, e ogni canna deve avere montati un massimo di tre ami. Per i bolentini, le correntine devono avere un massimo di sei ami, le lenze e le canne per cefalopodi, i filaccioni e le lenze a traina di superficie e di fondo. Sono inoltre consentiti i nattelli di superficie, i rastrelli da usare a mano, la bilancia, il coppo, le nasse ed i palangari. Per la pesca subacquea invece ammesse sono sia la fiocina o l’arpione a mano o montati sul fucile subacqueo.

Tra i divieti più importanti, oltre ovviamente a tutto ciò che non è incluso nei paragrafi sopra, ci sono anche:
vendita del pescato
– cattura di pesci, molluschi e crostacei oltre i 5 kg per ogni pescatore, a meno che un unico esemplare non superi tale peso
– cattura giornaliera di più di una cernia per ogni pescatore
– cattura giornaliera di più di un tonno o pesce spada per ogni imbarcazione autorizzata e nei periodi consentiti
– raccolta giornaliera di più di 50 ricci di mare per ogni pescatore che deve essere fatta a mano e in apnea e mai a maggio e giugno
– cattura di femmine portatrici di uova di astice e aragosta, vietata comunque nel periodo gennaio-aprile
– uso del palangaro per la cattura di specie migratorie (per esempio pesce spada e tonno);
– pesca a meno di 500 metri dalle unità professionali in pesca
– uso di fonti luminose, fatta eccezione di torce nella pesca subacquea e della lampada per la pesca con fiocina.

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Inoltre è bene sapere che chiunque pratichi la pesca a titolo dilettantistico deve darne comunicazione, con validità triennale, al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali – Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura, cioè all’Autorità Marittima. Tale comunicazione può essere effettuata anche attraverso le associazioni sportive. Per praticare la pesca a tonno rosso e pesce spada, è invece obbligatorio presentare una dichiarazione di esercizio di attività che ha validità triennale per il tonno rosso ed annuale per il pesce spada.
Se tutte queste semplici ma chiare norme non vengono rispettate si passa alle sanzioni, che possono essere di tipo amministrativo o penale, e di questo ci occuperemo in un prossimo articolo.

Un sequestro di tonni rossi

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