Novità 2027: Azimut Fly 70, il flybridge eclettico, naturale e tecnologico

Un progetto che alza notevolmente la qualità della vita all'esterno, regalando comunque interni in perfetta armonia fra vivibilità e naturalità. Tecnologia costruttiva e impianti di ultima generazione fanno il resto per rendere il nuovo Azimut Fy 70 una barca (di 21 metri) capace di integrarsi nella natura senza disturbarla.
La barca flybridge rientra in uno dei segmenti che più hanno contribuito a definire la storia della nautica da diporto. Nato come soluzione funzionale per ottenere una seconda stazione di comando e uno spazio all'aperto sopraelevato, nel tempo si è trasformato in qualcosa di molto diverso: un vero e proprio ambiente abitabile, capace di integrare il ponte principale. È all'interno di questa evoluzione che si colloca il nuovo Azimut Fly 70, di 21,47 metri, presentato in anteprima mondiale al Cannes Yachting Festival 2026.

Il progetto porta le firme di Alberto Mancini, autore delle linee esterne, e di Fabio Fantolino, responsabile degli interni. Due approcci in ambiti progettuali diversi che convergono nella ricerca di un'imbarcazione dalle proporzioni contenute e sportive all'esterno e da un'impostazione più da attico affacciato sul mare negli ambienti interni.
Come l'Azimut Fly 70 esalta la vita all'aperto
Uno degli elementi più interessanti del Fly 70 è la progettazione degli spazi esterni, in particolare quella del pozzetto, che non solo è stato allungato per assumere il carattere di una vera terrazza sul mare, ma è anche trasformabile in due configurazioni.



La prima, denoninata Terrace Cockpit, offre un ambiente raccolto attorno al suo tavolo da pranzo ma sempre proiettato all'esterno, grazie alla balaustra di protezione a poppa che è tutta trasparente.
La versione Beach Cockpit, elimina invece totalmente la barriera verso il mare, facendo sì che il pozzetto non sia più soltanto una zona living in un'area circoscritta, ma diventi una spiaggia aperta verso il mare. Questa variante elimina quindi la barriera poppiera e permette di ribaltare il pannello dello specchio di poppa (quello che tradizionalmente copre il garage del tender) per liberare un elegantissimo prendisole in stile spa sospeso sulla plancetta poppiera.


Il tender, dal canto suo, può essere sistemato sulla spiaggetta, ma questo non sacrifica l'imbarco dei water toys (un'esigenza molto concreta a bordo di uno yacht destinato all'utilizzo familiare), perché c'è un'ampia disponibilità di volumi di stivaggio integrati nel pagliolo per giochi d'acqua, attrezzature sportive e accessori.
Un flying bridge di grande estensione
La superficie sul ponte superiore è organizzata in tre zone: il prendisole di prua, collocato in prossimità della postazione di comando, una dinette centrale con pianta a C e un grandissimo mobile bar a L e infine una zona poppiera lasciata sostanzialmente libera, dove possono essere collocati arredi indipendenti.

Il risultato è uno spazio meno vincolato rispetto al tradizionale flybridge, nel quale la funzione di comando non domina necessariamente quella conviviale.
In controtendenza è anche l'hard top, che tradizionalmente poggia su montanti proiettati verso prua a favorire un'immagine più dinamica; qui invece li presenta in posizione nettamente verticale e posizionati completamente a poppa, lasciando così tutta l'estensione del tettuccio completamente sospesa sul living. In questo modo, aprendo la sezione scorrevole in tessuto, l'hard top ha un effetto a scomparsa.

Materiali naturali, luce e uno stile senza tempo per gli interni dell'Azimut Fly 70
La gande vivibilità degli spazi esterni trova una sua prosecuzione anche nel living sul ponte principale, che è una zona, sì, chiusa, ma talmente proiettata verso l'esterno attraverso le enormi vetrate e la possibilità di aprire totalmente l'accesso di poppa, da poterlo considerare uno spazio ibrido fra interno ed esterno.

Il living è organizzato intorno a due divani contrapposti rivolti verso l'esterno. La scelta dei materiali punta su una combinazione di superfici e texture differenti: pelle scamosciata marrone, moquette dal disegno organico, marmo Green River per il tavolino e Taj Mahal per il tavolo da pranzo.



La cucina riprende il concetto del Fly 68 dal punto di vista strutturale, perché è proposta in due versioni La prima è parzialmente schermata da un elemento a lamelle in legno e bronzo spazzolato. Non si tratta quindi di una separazione netta, ma di un filtro visivo che permette di mantenere il rapporto tra cucina e zona giorno lasciando comunque una maggiore discrezione all'area di servizio. La seconda versione prevede una chiusura totale della cucina in un ambiente tutto suo.



Sul ponte inferiore trovano posto quattro cabine. La suite armatoriale è collocata a centro barca, nella posizione generalmente più favorevole per estensione e isolamento dai movimenti dello scafo. L'ambiente è caratterizzato da una geometria fatta di linee diagonali e dall'impiego del marmo Bronze Amani.
A proravia si trovano le due cabine ospiti, mentre la Vip è nella sua immancabile posizione al vertice di prua.
Tanta tecnologia costruttiva a favore anche dell'ambiente
Dal punto di vista costruttivo il Fly 70 utilizza in maniera estesa la fibra di carbonio, secondo la tecnologia denominata Carbon Tech Generation. L'obiettivo è contenere i pesi nelle parti alte della struttura e ottenere un rapporto favorevole tra massa, prestazioni e consumi.

Tutto ciò va naturalmente a favore anche della propulsione, che qui è affidata a una coppia di Volvo Penta D13 da 1.000 cv Ips1350, in grado di generare spinta fino a una velocità massima dichiarata dal cantiere di circa 31 nodi.
Numeri che collocano l'Azimut Fly 70 nell'area degli yacht capaci di coniugare prestazioni relativamente elevate con un'impostazione prevalentemente orientata alla crociera.
Più interessante, sul piano tecnologico, è forse l'intervento dedicato alla qualità dell'aria e al rumore. Il Fly 70 introduce infatti per la prima volta una soluzione sviluppata nell'ambito del programma Azimut Silent Technology – Pure.
Il sistema interviene sui gas di scarico attraverso la combinazione di un silenziatore, blocchi ceramici e un catalizzatore per gli ossidi di azoto. Secondo i dati forniti dal cantiere, la soluzione permette di ridurre del 95% le emissioni di particolato e di dimezzare la pressione sonora, con una diminuzione della rumorosità superiore a 5 dBA.
Scopri anche un'altra novità 2027 di Azimut Yachts nel nostro articolo sul Seadeck 9

Scheda Tecnica
| Lunghezza f.t. | 21,47 |
| Larghezza massima | 5,46 m |
| Immersione | 1,56 m |
| Dislocamento a pieno carico | 44.850 kg |
| Serbatoio carburante | 3.900 l |
| Serbatoio acqua | 1.000 l |
| Motori | 2x1.000 cv Volvo Penta Ips1350 |
| Omologazione Ce | Cat. A |
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