Novità 2027: Azimut Fly 70, il flybridge eclettico, naturale e tecnologico

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18 Settembre 2026
Novità 2027: Azimut Fly 70, il flybridge eclettico, naturale e tecnologico

Un progetto che alza notevolmente la qualità della vita all'esterno, regalando comunque interni in perfetta armonia fra vivibilità e naturalità. Tecnologia costruttiva e impianti di ultima generazione fanno il resto per rendere il nuovo Azimut Fy 70 una barca (di 21 metri) capace di integrarsi nella natura senza disturbarla.


La barca flybridge rientra in uno dei segmenti che più hanno contribuito a definire la storia della nautica da diporto. Nato come soluzione funzionale per ottenere una seconda stazione di comando e uno spazio all'aperto sopraelevato, nel tempo si è trasformato in qualcosa di molto diverso: un vero e proprio ambiente abitabile, capace di integrare il ponte principale. È all'interno di questa evoluzione che si colloca il nuovo Azimut Fly 70, di 21,47 metri, presentato in anteprima mondiale al Cannes Yachting Festival 2026.

Azimut Fly 70.

Il progetto porta le firme di Alberto Mancini, autore delle linee esterne, e di Fabio Fantolino, responsabile degli interni. Due approcci in ambiti progettuali diversi che convergono nella ricerca di un'imbarcazione dalle proporzioni contenute e sportive all'esterno e da un'impostazione più da attico affacciato sul mare negli ambienti interni.

Come l'Azimut Fly 70 esalta la vita all'aperto

Uno degli elementi più interessanti del Fly 70 è la progettazione degli spazi esterni, in particolare quella del pozzetto, che non solo è stato allungato per assumere il carattere di una vera terrazza sul mare, ma è anche trasformabile in due configurazioni.

Terrace cockpit.

La prima, denoninata Terrace Cockpit, offre un ambiente raccolto attorno al suo tavolo da pranzo ma sempre proiettato all'esterno, grazie alla balaustra di protezione a poppa che è tutta trasparente.

La versione Beach Cockpit, elimina invece totalmente la barriera verso il mare, facendo sì che il pozzetto non sia più soltanto una zona living in un'area circoscritta, ma diventi una spiaggia aperta verso il mare. Questa variante elimina quindi la barriera poppiera e permette di ribaltare il pannello dello specchio di poppa (quello che tradizionalmente copre il garage del tender) per liberare un elegantissimo prendisole in stile spa sospeso sulla plancetta poppiera.

Beach Cockpit.
Beach Cockpit.

Il tender, dal canto suo, può essere sistemato sulla spiaggetta, ma questo non sacrifica l'imbarco dei water toys (un'esigenza molto concreta a bordo di uno yacht destinato all'utilizzo familiare), perché c'è un'ampia disponibilità di volumi di stivaggio integrati nel pagliolo per giochi d'acqua, attrezzature sportive e accessori.

Un flying bridge di grande estensione

La superficie sul ponte superiore è organizzata in tre zone: il prendisole di prua, collocato in prossimità della postazione di comando, una dinette centrale con pianta a C e un grandissimo mobile bar a L e infine una zona poppiera lasciata sostanzialmente libera, dove possono essere collocati arredi indipendenti.

Flying Bridge dell'Azimut Fly 70.

Il risultato è uno spazio meno vincolato rispetto al tradizionale flybridge, nel quale la funzione di comando non domina necessariamente quella conviviale.

In controtendenza è anche l'hard top, che tradizionalmente poggia su montanti proiettati verso prua a favorire un'immagine più dinamica; qui invece li presenta in posizione nettamente verticale e posizionati completamente a poppa, lasciando così tutta l'estensione del tettuccio completamente sospesa sul living. In questo modo, aprendo la sezione scorrevole in tessuto, l'hard top ha un effetto a scomparsa.

Azimut Fy 70.

Materiali naturali, luce e uno stile senza tempo per gli interni dell'Azimut Fly 70

La gande vivibilità degli spazi esterni trova una sua prosecuzione anche nel living sul ponte principale, che è una zona, sì, chiusa, ma talmente proiettata verso l'esterno attraverso le enormi vetrate e la possibilità di aprire totalmente l'accesso di poppa, da poterlo considerare uno spazio ibrido fra interno ed esterno.

Salone dell'Azimut Fly 70.

Il living è organizzato intorno a due divani contrapposti rivolti verso l'esterno. La scelta dei materiali punta su una combinazione di superfici e texture differenti: pelle scamosciata marrone, moquette dal disegno organico, marmo Green River per il tavolino e Taj Mahal per il tavolo da pranzo.

Salone con vista su zona pranzo.

La cucina riprende il concetto del Fly 68 dal punto di vista strutturale, perché è proposta in due versioni La prima è parzialmente schermata da un elemento a lamelle in legno e bronzo spazzolato. Non si tratta quindi di una separazione netta, ma di un filtro visivo che permette di mantenere il rapporto tra cucina e zona giorno lasciando comunque una maggiore discrezione all'area di servizio. La seconda versione prevede una chiusura totale della cucina in un ambiente tutto suo.

Cabina armatoriale dell'Azimut Fly 70.

Sul ponte inferiore trovano posto quattro cabine. La suite armatoriale è collocata a centro barca, nella posizione generalmente più favorevole per estensione e isolamento dai movimenti dello scafo. L'ambiente è caratterizzato da una geometria fatta di linee diagonali e dall'impiego del marmo Bronze Amani.

A proravia si trovano le due cabine ospiti, mentre la Vip è nella sua immancabile posizione al vertice di prua.

Tanta tecnologia costruttiva a favore anche dell'ambiente

Dal punto di vista costruttivo il Fly 70 utilizza in maniera estesa la fibra di carbonio, secondo la tecnologia denominata Carbon Tech Generation. L'obiettivo è contenere i pesi nelle parti alte della struttura e ottenere un rapporto favorevole tra massa, prestazioni e consumi.

Motori Volvo Penta D13 Ips

Tutto ciò va naturalmente a favore anche della propulsione, che qui è affidata a una coppia di Volvo Penta D13 da 1.000 cv Ips1350, in grado di generare spinta fino a una velocità massima dichiarata dal cantiere di circa 31 nodi.

Numeri che collocano l'Azimut Fly 70 nell'area degli yacht capaci di coniugare prestazioni relativamente elevate con un'impostazione prevalentemente orientata alla crociera.

Più interessante, sul piano tecnologico, è forse l'intervento dedicato alla qualità dell'aria e al rumore. Il Fly 70 introduce infatti per la prima volta una soluzione sviluppata nell'ambito del programma Azimut Silent Technology – Pure.

Il sistema interviene sui gas di scarico attraverso la combinazione di un silenziatore, blocchi ceramici e un catalizzatore per gli ossidi di azoto. Secondo i dati forniti dal cantiere, la soluzione permette di ridurre del 95% le emissioni di particolato e di dimezzare la pressione sonora, con una diminuzione della rumorosità superiore a 5 dBA.



Azimut Fly 70.

Scheda Tecnica

Lunghezza f.t.21,47
Larghezza massima5,46 m
Immersione1,56 m
Dislocamento a pieno carico44.850 kg
Serbatoio carburante3.900 l
Serbatoio acqua1.000 l
Motori2x1.000 cv Volvo Penta Ips1350
Omologazione Ce Cat. A


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Nico Caponetto

Piemontese, 65 anni, inizia la carriera giornalistica nei quotidiani, dove si è occupato di cronaca nera e giudiziaria per poi dirigere un quotidiano locale in Emilia abbinato a La Stampa. Dal 2006 si è dedicato all'editoria nautica in diverse riviste e web magazine, occupandosi soprattutto di test in mare, temi tecnici e didattici. Istruttore di vela, naviga da oltre 40 anni con esperienze in Mediterraneo, oceano Atlantico e oceano Indiano. Nel 2023 ha vinto il primo premio nella sezione "Articoli - Navigazione" del Premio Marincovich con l'articolo "30 ore in una zattera".
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