Karnic SL702 by Selva, la crociera è servita

Categorie: I Nostri Test
25 Febbraio 2017
Karnic SL702 by Selva, la crociera è servita

Come avvicinarsi al piacere di andar per mare senza investimenti eccessivi? Il Karnic SL702 proposto da Selva Marine può essere un eccellente punto di partenza.

I saloni autunnali lo hanno confermato, la voglia di mare e di crociera è tornata prepotentemente e sono in molti i neofiti che vogliono avvicinarsi alla nautica da diporto, magari con un approccio attento e senza investimenti ingenti. Il Karnic SL702 by Selva sembra fatto proprio per rispondere a questa domanda: sportivo e maneggevole, ideale per una sortita diurna, ma in grado di offrire una cabina abbastanza attrezzata per poter programmare anche qualche notte a bordo. Il tutto garantito dalla qualità costruttiva delle barche Karnic a cui BoatMag ha dedicato un ampio approfondimento in occasione della prova del Karnic 1851 MkII Open by Selva.

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Karnic SL702 by Selva, la versatilità fatta a barca

Il Karnic SL702 è proposto in quattro varianti tutte concentrate nel pozzetto, con una discreta differenza di prezzo, dal modello base tutto libero (i prezzi pubblicati si riferiscono a questo) per passare poi ai modelli con divanetti in varie sagome e una differenza massima di circa 2 mila euro (Iva compresa). Pur non avendo visto gli altri, trovo che difficilmente potranno essere più pratici del modello in prova, caratterizzato da un divanetto estremamente versatile che riesce a scomparire quasi completamente per la gioia dei pescatori che amano i pozzetti sgombri, oppure ribaltare le sedute per diventare un solarium (si devono però sfilare i poggiatesta), o ancora fare il divanetto che con il tavolino diventa una comoda dinette.

Il tutto servito dai due ampi storage ricavati nella murata (completati dalle casse hifi) ma soprattutto con il mobile grill (o meglio con lo spazio per il grill) che però propone una ghiacciaia al posto del frigo, che è comunque previsto come optional però in cabina. Questa struttura, completamente a scomparsa grazie a una ribaltina, supporta a pruavia la seduta doppia per il driver, che può scegliere la sua posizione (seduto o in piedi) grazie ai soliti cuscini ribaltabili. Bella anche la plancia del Karnic SL702, qui dotata solo dei due strumenti del motore, in grado però di fornire svariate informazioni, ma con un ampio spazio per accogliere il monitor di uno strumento multifunzione. Il parabrezza è protettivo senza rovinare la linea complessiva dello scafo e il tambuccio sufficientemente ampio per poter accedere agevolmente alla cabina.

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Stessa facilità di accesso che si trova sull’unico passavanti di sinistra, che con tre gradini porta al solarium prodiero: accogliente, ben accessoriato con portabicchieri e casse hifi e un comodo cuscino che risale un po’ il parabrezza per dare ancora più comfort agli occupanti. Il verricello dell’ancora è all’interno di un gavone dedicato, così è possibile avere anche un accesso prodiero come lascia intuire l’apertura della battagliola, sul resto del perimetro alta e robusta, quindi protettiva.

Resta solo da dare un’occhiata sottocoperta e qui il Karnic SL702 riesce ancora a stupire con una dinette coperta pronta ad accogliere quattro persone abbastanza comodamente se il meteo non è dei migliori, ma anche a trasformarsi in una cuccetta doppia. A completare il locale toilette separato, sufficientemente ampio in considerazione delle dimensioni della barca.

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Karnic SL702 by Selva, il test

La barca in prova è allestita con il motore Selva Fin Whale da 225 cv, quindi la potenza intermedia dell’offerta in package, con un’elica da 19” a tre pale di alluminio, anche questa nell’offerta standard. Considerando che abbiamo sfiorato, pur su un lago molto tranquillo, i 40 nodi (39,5 per la precisione) ritengo che questa motorizzazione possa definirsi sufficiente anche se il carico a bordo sarà superiore. Interessante notare che ottimizzando l’assetto con il trim, non solo sono andato più veloce, ma ho anche ridotto sensibilmente i consumi, che diventano decisamente abbordabili alla velocità di crociera attorno ai 20/22 nodi (circa 30 l/h) e sono ancora più interessanti al limite della planata, tenuto a 3400 giri a 14 nodi e 23 l/h. Quando però c’è voglia di adrenalina, il Karnic SL702 non si fa pregare e così la planata è raggiunta in 5” e i 35 nodi in 15”, niente male.

La sensazione al timone è di grande controllo, il lago è troppo calmo per mettere in crisi la carena, ma attraversando la nostra scia la risposta della struttura è solida e anche il passaggio sull’onda morbido. Cosa chiedere di più? Tutto è pronto per mollare gli ormeggi e partire in crociera.

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I numeri del Karnic SL702 by Selva

  • Lunghezza ft ………… m 7,80
  • Lunghezza scafo ……… m 6,80
  • Larghezza ft ………… m 2,45
  • Immersione …………… m 0,37
  • Dislocamento ………… kg 1450
  • Motorizzazione max …… 250 cv
  • Serbatoio carburante…… l 200
  • Serbatoio acqua ………… l 45 (optional)
  • Cuccette ………………… 2
  • Portata persone ………… 8
  • Certificazione CE ……… C

Prestazioni

  • 600 giri …………… 2,3 nodi ………… 2,0 l/h ……… 56 db
  • 1000 giri ………… 3,3 nodi ………… 4,5 l/h ……… 59 db
  • 1500 giri ………… 5,6 nodi ………… 6,6 l/h ……… 66 db
  • 2000 giri ………… 6,8 nodi ………… 9,8 l/h ……… 69 db
  • 2500 giri ………… 8,3 nodi ………… 15 l/h ……… 72 db
  • 3000 giri ………… 11 nodi ………… 19 l/h ……… 76 db
  • 3500 giri ………… 17 nodi ………… 25 l/h ……… 78 db
  • 4000 giri ………… 22 nodi ………… 30 l/h ……… 79 db
  • 4500 giri ………… 26 nodi ………… 37 l/h ……… 79 db
  • 5000 giri ………… 30 nodi ………… 48 l/h ……… 80 db
  • 5500 giri ………… 33 nodi ………… 58 l/h ……… 82 db
  • 6000 giri ………… 38 nodi ………… 80 l/h ……… 84 db
  • 6100 giri ………… 40 nodi ………… 78 l/h ……… 84 db

Condizioni del test

  • Lago calmo, carena pulita, carburante l 100, acqua vuoto, temperatura 18°C, equipaggio 3 persone.

Prezzi (Iva compresa)

  • solo scafo ……………………… da euro 35.870
  • Selva Fin Whale 225 …………… da euro 55.550
  • Selva Blue Whale 250 ………… da euro 56.220

 

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Alberto Mondinelli

Alberto Mondinelli, 40 anni di nautica dalle regate di 420 alle gare offshore di Classe 1, e poi addetto stampa dei più importanti team negli anni Novanta e della Spes di Mauro Ravenna nel momento di massimo fulgore della motonautica d’altura. Come giornalista, direttore responsabile di Offshore International e, più recentemente, tester di Barche a Motore.
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