Cranchi Sessantasette, un 21 metri ad alto contenuto di stile e tecnologia

Categorie: I Nostri Test
21 Luglio 2022
Cranchi Sessantasette, un 21 metri ad alto contenuto di stile e tecnologia

Dopo l'ammiraglia Settantotto continua lo sviluppo di Cranchi nelle alte sfere della sua gamma di barche e motoryacht: per il 2022 arriva infatti il nuovo Cranchi Sessantasette, un flybridge di 21 metri che sul piatto mette tecnologia, materiali hi-tech e design di alto livello.

Difficile per un cantiere, e di conseguenza per i suoi progettisti, replicare uno modello di successo come l’ammiraglia Settantotto, per giunta su una misura minore.

Il rischio di cadere in una riedizione in piccolo con l’inevitabile conseguenza di perdere volumi e personalità era infatti elevato.

Cranchi Sessantasette - Vista esterna di poppa.

Invece il Cranchi Sessantasette è una barca di cui, a mio avviso, non è azzardato pensare che possa essere preferita all’ammiraglia: misure quel tanto minori che ne possono far ipotizzare una gestione senza marinaio, abitabilità che non fa rimpiangere i metri in meno e tenuta del mare ineccepibile... come il Settantotto.

Queste sono le conclusioni alla fine del mio test, ma andiamo con ordine partendo proprio dalla prova in mare.

Il test del Cranchi Sessantasette

Il mare è una tavola, quindi posso dare fondo alle manette del Cranchi Sessantasette e dei suoi due Volvo Penta sei cilindri turbodiesel D13 da 1000 cv Ips1350.


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Cranchi Sessantasette - Vista esterna di prua.

L’accelerazione non è di quelle brucianti… ovviamente, ma la salita è regolare e addirittura riesco a superare, seppur di un soffio, la velocità massima dichiarata dal cantiere: ho infatti toccato i 30 nodi contro i 28/29 registrati da Cranchi.

C’è da dire che la barca è abbastanza vuota sia di carburante (ci sono 988 litri) sia di acqua (625 litri) e a bordo siamo in sei persone.

Ma in realtà, su una barca come il Cranchi Sessantasette non è la velocità massima uno dei primi elementi di seduzione, semmai è il comfort di guida.

Me ne rendo subito conto appena mi metto al timone: sto manovrando una barca di 21 metri con una tranquillità e serenità che metterebbe a proprio agio anche il più angosciato dei neofiti.

Cranchi Sessantasette - Vista esterna dall'alto.

Indubbiamente, una buona parte del merito va ascritto agli Interceptor Humphree che regolano automaticamente l’assetto come meglio non si potrebbe.

Qui, inoltre, sono anche affiancati dalle pinne stabilizzatrici dello stesso costruttore che, oltre alla funzione antirollio, garantiscono pure un discreto sostentamento della barca in accostata.

La tenuta di carena conferma la bontà del progetto di Aldo Cranchi

Forse gli “smanettoni” resteranno un po’ delusi, ma non è certo il Cranchi Sessantasette la barca su cui sfogare le loro ansie da prestazioni. E in ogni caso, chi non ama gli automatismi e vuole sentirsi tutta la barca in mano, può sempre disattivarli.

Cranchi Sessantasette - Vista esterna di profilo.

Proprio pensando a loro, ho provato a disattivare i servigi degli Humphree per vedere quanto più impegno richiede la guida.

Diciamo che ci si corica un po’ di più in accostata (gli interceptor tendono ad allargare il raggio per evitare certi livelli di inclinazione della barca), ma la navigazione prosegue in tutta tranquillità e con un buon assetto.

Questo prova la bontà della carena che, ricordo, nasce da un progetto di Aldo Cranchi, e dell’eccellente distribuzione dei pesi sul Cranchi Sessantasette tale da non richiedere correzioni continue.

Cranchi Sessantasette - Vista dall'alto di poppa.

Poi, certo, starà al suo armatore caricare il Cranchi Sessantasette di suppellettili in maniera avveduta per non compromettere il bilanciamento naturale della barca.

Siamo su mare piatto dicevo, e allora per provare la tenuta della carena sulle onde, mi devo accontentare di un ripetuto attraversamento della nostra scia.

Una condizione che, a ben guardare, è anche più complessa perché in questo caso l’onda è più secca di un mare formato.

Cranchi Sessantasette - Navigazione vista da tre quarti di poppa.

La prova è comunque superata a pieni voti e, solo chi non ha mai navigato su un Cranchi, rimane sorpreso dalla compattezza che la struttura oppone al brusco impatto e dalla silenziosità di tutto l’ambiente, un’atmosfera davvero ovattata.

Per chi invece ha già avuto esperienze su barche del cantiere lombardo, questa è solo una conferma.

Una velocità superiore alle aspettative e un buon range per i regimi di crociera

Per entrare un po’ di più nel merito del test con qualche numero, detto della velocità di punta registrata con un consumo di 354 l/h, mi concentro sulla planata minima tenuta a 13 nodi, 1663 rpm e un consumo che scende a 187 l/h.

Cranchi Sessantasette - Navigazione vista di profilo.

Da qui possiamo considerare che la velocità di crociera economica ognuno si può individuare quella che preferisce nel range dei 400 giri/minuto che separano i 13 nodi a 1600 giri e i 19 nodi a 2000 giri, con consumi che possono variare da 187 a 290 litri.

Per la crociera veloce, direi che il range rientra fra i 2000 e i 2200 giri, poiché a 2400 giri/minuto, come avevo anticipato, si tocca la velocità massima di 30 nodi.

Mi posso considerare soddisfatto e adesso sfrutto il lento rientro nel canale friulano fino all’ormeggio per completare dal vivo con le mie impressioni, la descrizione degli interni e coperta già anticipata da Claudio Russo nell'articolo qui in fondo.

Cranchi Sessantasette - Vista esterna da tre quarti di prua.

Tutta la classe che si respira a bordo del Cranchi Sessantasette

Ciò che trovo straordinario del Cranchi Sessantasette sono i layout, non riesco proprio a criticare nulla.

Mi piace persino la cucina posta di fianco alla plancia di comando sul ponte principale, una posizione che definire inusuale è poco, eppure mi convince anche per come è articolata: un mobile a U che circoscrive l’area, che a sua volta si affaccia verso il tavolo da pranzo con la sua forma originalmente quadrata.

Cranchi Sessantasette - Layout ponte di coperta.
Cranchi Sessantasette - Postazione di comando interna vista da davanti.
Cranchi Sessantasette - Postazione di comando interna vista di lato.
Cranchi Sessantasette - Sala da pranzo.
Cranchi Sessantasette - Salone sul ponte di coperta.

Resta forse un po’ “fuori portata” dalla cucina la dinette in pozzetto, che nell’allestimento in prova non era nemmeno prevista.

E questa è una scelta che mi sento di condividere: se si mangia al coperto è tutto concentrato a centro barca, se si vuole farlo all’aria aperta c’è il comodissimo flying bridge, con una cucina che non ha nulla da invidiare a quella sul ponte principale.

Cranchi Sessantasette - Pozzetto.

L’open space del quadrato risulta quindi molto vivibile, semmai non mi appassiona l’arredo un po’ troppo scuro e serioso della versione “Pisa” che sto provando, ma questo è un giudizio strettamente personale.

Cranchi Sessantasette - Salone sul ponte di coperta.

Mi dicono che la “Milano” e ancora di più la “Siracusa”. che è quella base, giocano su tonalità più chiare, sono curioso di vederle. Non mi piace neppure il divisorio in cristallo tra quadrato e plancia, ma anche questa è un’opinione personale.

Cranchi Sessantasette - Living nel salone sul ponte di coperta.

Detto questo trovo tutto il resto di gran gusto; infatti,  al di là delle preferenze personali, il lusso, la classe e l’originalità di stile restano di assoluto livello e i complimenti vanno fatti all’ufficio tecnico del cantiere e all’insostituibile consulenza di Christian Grande che anche sul Cranchi Sessantasette ha lasciato il segno.

Le due plance di comando si assomigliano, caratterizzate dai due grandi monitor su cui sono riassunte tutte le informazioni di cui il driver ha bisogno.

In entrambe le postazioni il sistema a cinque telecamere consente, con l’ausilio del joystick, manovre in tutta sicurezza ma, per gli amanti della tradizione, un joystick si trova anche nel pozzetto di poppa.

Il posto di comando coperto infine può avvalersi anche di un’uscita laterale direttamente sul passavanti, sempre comoda e pratica.

Cranchi Sessantasette - passavanti.

A proposito di passavanti: ben dimensionati e sicuri anche per i meno marini, bella la soluzione di abbassare le paratie a mezza nave per dare ancora un maggiore contatto con il mare.

La grande funzionalità degli spazi esterni

Cranchi Sessantasette - Layout Flying Bridge.

Il flying bridge si sviluppa su un layout abbastanza classico e razionale, il solarium a poppa, il divano accanto a quello di pilotaggio a prua e, al centro, la dinette, che è servita da una cucina estremamente completa.

Cranchi Sessantasette - Vista dall'alto del living esterno di prua.
Cranchi Sessantasette - Living esterno di prua.

Un vero applauso, però, lo strappa la zona prodiera del ponte di coperta, che è quanto mai vivibile con prendisole e living (con eventuale tendalino sostenuto da quattro tubi in carbonio), Ruba un po’ di spazio al triangolo di prua, ma è ben speso.

Cranchi Sessantasette - Vista dall'alto della zona poppiera esterna.

A poppa invece, sotto la scala di sinistra si apre l’accesso alla cabina del marinaio con due letti e toilette, non è una reggia ma è molto meglio di quanto visto su barche anche più grandi, anche perché ruba un po’ di spazio al garage che resta comunque ampio e un tender di 3,25 m ci sta comodo.

Cranchi Sessantasette - Vista del beach club.

In tutto questo c'è stato spazio anche per un beach club che, oltre a sfruttare tutta la superficie della plancetta bagno, si compone anche di un vano adatto ai più svariati utilizzi, a cui si può accedere alzando il portellone dello specchio di poppa.

Un progetto "superior" per il layout sottocoperta

Cranchi Sessantasette - Layout sottocoperta a tre cabine.
Cranchi Sessantasette - Cabina armatoriale.

La zona notte sottocoperta conferma tutto ciò che di buono ho espresso sui due ponti superiori: tre cabine matrimoniali, di cui l'armatoriale dotata anche di un salottino, una zona studio e un angolo bar.

Tutte le cabine sono dotata di bagno privato. Inoltre si può avere anche una quarta cabina con due letti a castello, sacrificando l’office dell’armatoriale.

Cranchi Sessantasette - Layout sottocoperta a 4 cabine.

Davvero originale quello dell’armatore con lavelli a vista e poi doccia e wc (con bidè) separati, discreta cabina armadio e tanta luce delle grandi finestrature.

Le altre due cabine sono di più nel solco della tradizione, mentre qui sotto apprezzo molto di più le finiture scure della versione Pisa

I numeri del Cranchi Sessantasette

Lunghezza f.t.20,80 m
Lunghezza scafo18,73 m
Larghezza5,45 m
Dislocamento36.000 kg
Serbatoio carburante4.000 l
Serbatoio acqua dolce900 l
Serbatoio acque nere300 l
Serbatoio acque grigie200 l
Portata massima persone18
Motori2x1000 cv Volvo Ips1350
CarenaAldo Cranchi
ProgettoCentro Studi Ricerche Cranchi
Art DirectionChristian Grande
Omologazione CeB

I dati della prova

Giri/minutoNodiLitri/ora
6006,610
1.0008,842
1.50012140
2.00019290
2.40030354

Segue articolo pubblicato da Claudio Russo il 14 gennaio 2020.

Venti metri e ottanta centimetri è l'estensione fuori tutto del nuovo Cranchi Sessantasette che si prepara a rivelarsi alle prossime fiere internazionali.

Rivelazione che può essere visitata e provata anche presso la sede del Cranchi Test Centre a San Giorgio a Nogaro (UD), dove fra l'altro, sono disponibili pure le altre barche della ricca gamma del cantiere.

Basta contattare il proprio concessionario di zona presente nella rete ufficiale dei dealer di Cranchi Yachts e si possono avere già fin d'ora tutti gli approfondimenti sulla nuova barca ed eventualmente avviare pure le pratiche per la vendita.


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Vista la grande ventata di novità stilistica e progettuale portata dal Settantotto, naturalmente il richiamo a questa barca dal punto di vista stilistico e progettuale era d'obbligo per il nuovo Cranchi Sessantasette, che si posiziona appena sotto l'ammiraglia di 25 metri.

Il profilo ha infatti la stessa impronta con la vetrata stilizzata ed estesa lungo tutto lo scafo e la tuga totalmente vetrata, a cui si aggiunge la particolarità di un taglio centrale nella murata per liberare la vista verso l'esterno dal salone.

A prua, però, il nuovo Cranchi Sessantasette ci mette del suo, perché il living rivela una soluzione che, a mio avviso, supera addirittura quella dell'ammiraglia, visto che il prendisole appare sagomato, nella sua sezione prodiera, con due poltroncine dallo schienale arrotondato e rivolte verso il divano sotto il parabrezza, creando così un salotto ben raccolto e bello ampio.

Bella anche la conformazione del T-Top sopra il flying bridge, che dà un senso di slancio e non appesantisce il profilo della barca.

Il progetto del Cranchi Sessantasette è sempre ad opera di Christian Grande, per quanto riguarda l'art direction, e dal Centro Studi Ricerche Cranchi, sulla ormai consolidatissima carena di Aldo Cranchi.



Leggi anche la nostra prova del Cranchi A46 Luxury Tender


Interni di grande classe e gusto in continuità con lo stile dell'ammiraglia

Il Cranchi Sessantasette è disponibile con un layout a tre o quattro cabine. Nei suoi 21 metri, potrebbe disporre di un solo layout standard a quattro cabine, ma in questo caso evidentemente il progetto ha puntato molto anche alla spaziosità.

Spaziosità che infatti si evidenzia in tutte le cabine, al punto che le volumetrie non si discostano di molto l'una dall'altra.

Naturalmente l'armatoriale le batte tutte, anche perché dispone pure di uno studio che occupa lo spazio di una cabina, tant'è che se l'armatore dovesse decidere di rinunciarvi a favore di una maggiore possibilità di accoglimento di ospiti, ecco che in quel luogo subentra la quarta cabina con letti a castello.

Lo stile degli interni del Cranchi Sessantasette è di assoluta eleganza in un décor estremamente curato nel design ed esaltato di giorno dalla luce che penetra attraverso le vetrate che contornano praticamente tutta la tuga, mentre di sera saranno i diversi punti luce, a fascio diretto e a diffusione indiretta, a creare l'atmosfera ideale per ogni momento.

Non solo design, ma anche tecnologia di ultima generazione per il Cranchi Sessantasette

Il nuovo 21 metri di Cranchi Yachts è arricchito da materiali hi-tech e da dotazioni tecnologicamente evolute, come i sistemi elettronici, quelli di domotica e di intrattenimento, oltre che di stabilizzazione della barca.

Ma il Cranchi Sessantasette è avveniristico pure dal punto di vista costruttivo, perché è realizzato con processi produttivi affidati prevalentemente alla robotica di ultima generazione, lasciando alle maestranze i lavori di fino e quelli in cui risulta migliore la capacità artigianale rispetto al ritmo delle macchine.



Leggi anche: Produzione robotizzata e un’efficiente rete vendita per restare alti nel mercato. Il caso di Cranchi Yachts


Il nuovo Cranchi Sessantasette è equipaggiato con due Volvo Penta D13 da 1000 cavalli potenziati dal sistema Ips1350. Il debutto ufficiale è previsto il 22 gennaio 2022 al Boot di Düsseldorf.



Scopri di più sul motore Volvo Penta D13 da 1000 cavalli, che diventano 1350 con i relativi pod Ips


I numeri del Cranchi Sessantasette

Lunghezza f.t.
20,80 m

Lunghezza scafo
18,73 m

Larghezza
5,45 m

Dislocamento
36.000 kg

Serbatoio carburante
4.000 l

Serbatoio acqua dolce
900 l

Serbatoio acque nere
300 l

Serbatoio acque grigie
200 l

Portata persone
18

Motori
2x1000 cv D13 Volvo Penta Ips 1350

Omologazione Ce
B

Progetto
Centro Studi Ricerche Cranchi

Art Direction
Christian Grande

Progetto carena
Aldo Cranchi


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Alberto Mondinelli

Alberto Mondinelli, 40 anni di nautica dalle regate di 420 alle gare offshore di Classe 1, e poi addetto stampa dei più importanti team negli anni Novanta e della Spes di Mauro Ravenna nel momento di massimo fulgore della motonautica d’altura. Come giornalista, direttore responsabile di Offshore International e, più recentemente, tester di Barche a Motore.
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