Categorie: Barche e Yacht

Novità 2027: Fim 580 Contessa, stile, lusso e molto di più

Accanto alla sua articolata gamma di imbarcazioni hardtop, il cantiere Fim - Fabbrica Italiana Motoscafi, punta ora sui modelli flybridge e rivela il suo primo modello, la nuova Fim 580 Contessa, una barca sport fly di 17,30 metri. 


21 Agosto 2026
Novità 2027: Fim 580 Contessa, stile, lusso e molto di più

Debutta al Cannes Yachting Festival 2026 il primo modello flybridge di Fim - Fabbrica Italiana Motoscafi ed è la nuova Fim 580 Contessa, una barca non solo molto ben curata nel design, ma che combina anche il lusso di uno yacht di 17 metri con la grinta di una barca dallo stile sportivo.

Perché una gamma Sport Fly e non esplicitamente "Flybridge"

Generalmente la definizione "sport top" o "sport fly", più tutti i derivati che ogni ufficio marketing inventa, si attribuisce più alle grandi imbarcazioni hardtop che, per le loro dimensioni, sfruttano la parte superiore del tetto per ricavare una zona fruibile proprio come un flybridge.

L'orientamento alla barca sportiva, ma sempre di classe, è uno dei marchi di fabbrica del cantiere Fim e, a giudicare da diversi dettagli, sulla stessa lunghezza d'onda appare anche l'impostazione di questa nuova 580 Contessa, e di quello che presto sarà una gamma completa di modelli flybridge, che infatti si discostano dal concetto tradizionale di questo tipo di barca.

Fim 580 Contessa

Per questo motivo, la Fim 580 Contessa non è né "puramente" una barca fly né un open hardtop, ma è un'interpretazione di barca che sta nel mezzo, per l'appunto lo Sport Fly.

Lo si nota, per esempio, dalle linee esterne dinamiche, ma anche da un flybride, anzi, da uno sport fly compatto e arretrato, cosa che non fa comunque mancare nulla in termini di allestimenti. Anzi, al contrario, permette l'introduzione di un elemento poco comune ai fly tradizionali, ma ormai d'obbligo nei coupé, ovvero il tettuccio apribile sopra la postazione di comando.

Fim 580 Contessa.

Fim 580 Contessa negli esterni e negli interni

Il design degli esterni della Fim 580 Contessa, con le linee sinuose e al tempo stesso tirate e con enormi vetrate tanto ai lati della sovrastruttura quanto lungo lo scafo, è di Design aLot, mentre gli interni sono progettati dallo Studio Nerocardinale, che ha creato ambienti molto raffinati e distribuiti in un layout sottocoperta con tre cabine più il salone sul ponte principale.

Questo appare di bell'impatto estetico e sembra anche con una grande volumetria, ma ovviamente lo potremo confermare quando lo vedremo dal vivo; una volumetria che sicuramente sarà ancor più estesa alla vista dalla panoramica che le grandi vetrate laterali sono in grado di portare dentro.

Salone.

Il Flybridge: compatto, modulabile e dunque completo

Abbiamo stabilito la definizione di sport fly, quindi ora possiamo focalizzarci su come è strutturato il ponte superiore della nuova Fim 580 Contessa.

Vediamo dunque che si sviluppa in un'area ben circoscritta, che non cerca spazi vuoti, come invece avviene spesso nella zona poppiera dei flying bridge da usare a piacimento magari con arredi amovibili, ma concentra tutta la fruibilità su un divano circolare, che fa da salotto, da dinette da pranzo e da prendisole abbassando il tavolo al livello della seduta.

Vista sul flying bridge

A giudicare dalla buona inclinazione della scala e dalle dimensioni dei gradini, poi, la salita e la discesa non dovrebbero costituire troppi problemi di ripidità e dunque di salita e di discesa. Un buon motivo per far sì che non si senta la mancanza della cucina sul ponte superiore, ma basta quella sul ponte principale che comunque risulta ben connessa.

Il ponte di coperta: tanto spazio ampliabile

Stessa filosofia progettuale in pozzetto, dove un unico elemento, cioè un divano a C, fa anche da dinette e da prendisole.

Qui però gli spazi vuoti da poter sfruttare ci sono, soprattutto quando si abbattono le murate accanto al living, che non solo aumentano il calpestio ma danno anche man forte alla già grande spiaggetta poppiera per avvicinarsi al mare.

Il ponte sottocoperta: tre cabine e due bagni.

L'eleganza si percepisce bene a bordo della Fim 580 Contessa, un'eleganza raffinata, fatta di contrasti di colore chiari e scuri, dove la ricercatezza di stile va a toccare anche le ante degli armadi che sono in vetro oscurato, all'opposto di quello delle enormi finestrature a murata nella cabina dell'armatore, e pure nella Vip, dove sono più ridotte, ma comunque sempre di grandi dimensioni.

Cabina armatoriale.

L'armatoriale è a poppa su tutto il baglio, mentre la Vip è a prua e condivide il bagno con la terza cabina ospiti, che a sua volta è allestita con due letti separati e che si sviluppa lungo la murata di dritta al centro del layout.

Cabina Vip
Cabina Vip.

I motori della Fim 580 Contessa

I diciassette metri della 580 Contessa, con il suo peso di 26 tonnellate a vuoto di 29 a pieno, sono spinti da due motori Volvo Penta D11 da 725 cv Ips950, che sono alimentati da una riserva di gasolio di 2.000 litri.

Fim 580 Contessa.

Altre opzioni di installazione al momento non sembrano disponibili, ma è anche vero che siamo ancora in fase di anticipazione, quindi da qui a settembre 2026 il cantiere potrebbe sviluppare anche altre opportunità qualora dovesse ritenerlo utile per assecondare ulteriori richieste dal mercato.



La scheda tecnica della Fim 580 Contessa

Lunghezza f.t.17,30 m
Lunghezza scafo15,80 m
Larghezza4,80 m
Immersione1,40 m
Dislocamento a vuoto26.000 kg
Dislocamento a pieno carico29.000 kg
Serbatoio carburante2.000 l
Serbatoio acqua dolce500 l
Serbatoio acque nere185 l
Serbatoio acque grigie185 l
Capienza scaldabagno50 l
Generatore11 kW standard / 16 kW optional
Motori2z725 cv Ips950
Portata persone16
Posti letto6 in tre cabine + 1 per il marinaio
Omologazione CeCat. B


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Claudio Russo

Inizia nella nautica, che poi lascia per fare esperienze in vari altri settori della comunicazione. Diventa giornalista e passa nella sfera dello sport, dove ha partecipato anche alla realizzazione di alcuni fra i primi siti d'informazione in ambito calcistico e delle Olimpiadi di Sydney 2000. Nel 2002 torna nella nautica come caporedattore di un mensile fino alla nuova sfida raccolta nel 2013 con BoatMag.
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