Da una parte tutta l’eleganza della maison napoletana nata negli anni Sessanta per dare un futuro alla sartoria partenopea di alta qualità; dall’altra, uno fra i più quotati produttori italiani di gommoni con le collezioni Strider e Rebel. Da queste due realtà è nato un sodalizio per dare stile a una versione speciale di un gommone di 13,5 metri, lo Strider 13 Knt x Sacs, che testimonia una somma dei valori condivisi da questi due marchi italiani.

L'alta precisione per i dettagli tipica dell’artigiano, insieme alla scelta attenta dei materiali e la continua proiezione verso l’innovazione oltre, ovviamente, a un profondo rispetto per lo stile italiano sono gli elementi alla base di questo modello.
Lo Strider 13 Knt x Sacs è un maxi rib cucito su misura – è proprio il caso di dirlo – per una ristretta fascia di diportisti alla ricerca di un’estensione marina del proprio stile di vita; per questo motivo la ricercatezza estetica è andata su tessuti e dettagli minuziosamente studiati, puntando anche a tonalità in grado di creare un’atmosfera raffinata.


Le linee decise dello Strider 13 Knt x Sacs sono il frutto del lavoro di Christian Grande, che ha creato un equilibrio ideale tra comfort e sportività, mentre il percorso intrapreso da Kiton non è semplice attività di branding, bensì una volontà di seguire i suoi clienti nel loro viaggio estivo dalla terra al mare con il suo stile peculiare, che appunto si incontra a ogni passo a bordo di questa versione speciale del Sacs Strider 13 che, a sua volta, è stato presentato come novità 2025 nella gamma di serie in una versione rinnovata.
Si nota così il teak massello col comento in beige a rivestire la coperta e i ricercati contrasti cromatici che infondono profondità e danno carattere. Si evidenziano poi i dettagli color rosso Etna e gli interni in rovere sbiancato, i rivestimenti in Nubuk, nonché ovviamente le firme della maison, dai tubolari ai cuscini, per arrivare fino alle tappezzerie.



Nella versione di serie, il Sacs Strider 13 può essere equipaggiato con motori entrobordo oppure fuoribordo, per una potenza massima rispettivamente di 860 e 1200 cv.

A spingere questo maxi rib d’haute couture è l'equipaggiamento massimo di 1.200 cv, distribuiti fra tre fuoribordo Mercury Verado V10 da 400 cv, per regalare, oltre allo stile, anche l’adrenalina della navigazione ad alta velocità.

| Lunghezza f.t. | 13,50 m |
| Lunghezza di omologazione | 11,94 m |
| Larghezza | 4,26 m |
| Larghezza con tubolari sgonfi | 3,52 m |
| Immersione | 1,10 m |
| Diametro tubolari | 0,73 m |
| Numero di compartimenti | 9 |
| Serbatoio carburante | 1.150 l |
| Serbatoio acqua dolce | 200 l |
| Serbatoio acque nere | 60 l |
| Portata persone | 16 |
| Posti letto | 2 + 2 |
| Motori | 3x400 cv FB Mercury Verado V10 |
| Omologazione CE | Cat. B |
| Design | Christian Grande Design Works |
| Progetto | Knt x Sacs |

Clicca ed entra nel sito ufficiale di Sacs Marine
Wellcraft è cantiere americano storico e molto diffuso sia in patria sia in Europa, complice anche il fatto che sia stato comprato dal gruppo francese Beneteau. Dopo aver vivacizzato la sua gamma con grandi modelli delle linee Fisherman ed Explorer, ora torna alle sue origini, cioè verso gli open medio piccoli, dove ha inserito il nuovo Wellcraft 28, un bowrider cabinato (con due posti letto) di 8,56 metri, con cui intende abbracciare una diversificata fascia di diportisti, dai pescatori e quelli che puntano al relax assoluto.
Pensando al Wellcraft 28, il cantiere ha puntato proprio al cuore dei diportisti, indipendentemente da quello che sono le loro specifiche preferenze d'uso della barca, perché per ognuno di loro c'è la versione adatta.
Partendo dalla base progettuale di una barca dal design moderno, tendente allo stile nordico com'è in voga adesso, questo bowrider si declina in tre versioni, ognuna delle quali può essere configurata in quattro varianti dettate prevalentemente dalla configurazione del pozzetto.

È il bowrider classico totalmente open. È l'ideale per navigazioni veloci in pieno contatto con l'aria aperta e si avvantaggia sicuramente anche di performance e consumi migliori rispetto agli altri modelli, poiché non avendo alcuna sovrastruttura riduce l'attrito con l'aria e ha anche meno peso da trasportare, ma lo verificheremo nella realtà quando andremo a provarlo nelle sessioni che il cantiere organizza tradizionalmente a marzo.

Gli explorer sono le barche del momento, tanto che presidiano il mercato in tutti i suoi segmenti, da quello medio-piccolo a quello dei grandi motoryacht. Sarà senz'altro il modello su cui si concentreranno particolarmente le attenzioni del pubblico, non solo per tendenza, ma anche perché la sovrastruttura chiusa estende il Wellcraft 28 alla sfera delle barche da crociera, tanto più che su questa versione si guadagnano anche due posti letto in più, ricavati proprio all'interno della tuga.

A ben guardare, le versioni del Wellcraft 28 sono quattro, perché la T-Top è proposta in due modi: la Sport e la High. La prima ha il parabrezza ribassato che, in un tono un po' più dinamico crea la sensazione di guida all'aria aperta grazie al suo passaggio fra il parabrezza stesso e il tettuccio.
La versione High, ha invece il parabrezza più alto che si integra al tettuccio. Offre quindi una copertura prodiera più completa, che sarà apprezzata da chi preferisce più le barche hardtop rispetto a quelle open.

La coperta walkaround si adatta a tutte le versioni del Wellcraft 28: sull'Explorer si può girare tutt'attorno alla sovrastruttura, mentre nelle versioni Open e T-Top amplia il calpestio intorno ai complementi d'arredo distribuiti lungo l'asse centrale della barca.
A proposito di complementi d'arredo, se il pozzetto di prua rimane sempre allestito con un divano perimetrale e uno fronte marcia, il pozzetto di poppa è invece configurabile in quattro versioni, che fanno del Wellcraft 28 una barca adattabile a tantissimi diportisti. Ecco le quattro varianti.

La variante Lounge rivela il pozzetto classico, con la dinette poppiera e il mobile cucina di fronte, ricavato nello stampo in vetroresina che fa anche da supporto alle due poltrone per il pilota e copilota.

Sedili pieghevoli, vasca per il vivo, contenitore per il pesce, cassetti per le esche e portacanne. Tutto è allestito per chi della barca, oltre al piacere di navigare, vuole usarla anche per la pesca sportiva di buon livello.

Le sedute sono state rese a scomparsa, proprio per lasciare vuoto tutto il calpestio del pozzetto in modo da dare la più ampia libertà di movimento durante le operazioni di pesca.

È disponibile solo sui modelli T-Top e Speedster e il nome di questa variante fa già capire qual è l'intento di chi la sceglie: starsene per lo più in panciolle al sole su una superficie comoda. Il pozzetto è dunque allestito con un prendisole posizionato dietro il divano, che può essere ulteriormente ampliato traslando lo schienale del divano verso prua, che così diventa anche un poggiatesta.

Anche sulla versione Sleeper c'è il prendisole in pozzetto, ma in questo caso è messo al top della copertura rialzata, che dà luogo alla creazione di un vano in cui sono state ricavate due cuccette in aggiunta alle due già previste sottocoperta per tutte le versioni del Wellcraft 28. Questa variante è esclusiva per l'Explorer.
Le barche americane per loro natura tendono sempre a cercare le più alte velocità e il nuovo modello di Wellcraft non viene meno alle aspettative, almeno per il momento sulla carta, poi vedremo in prova.
La promessa di questo open di 8,56 metri è di 50 nodi di velocità massima, che è quella dichiarata dal cantiere. Dato plausibile se si pensa che la barca è prevista con due motori da 200 cv, ma se ne può montare anche uno solo, che peraltro appare già sufficiente.

Oltre alla potenza, il Wellcraft 28 mostra una carena bella tirata con doppio step e con i pattini che si estendono, almeno in parte, fino al limite estremo della prua dritta, così da convogliare subito la scia verso gli altri sostentamenti fin dal primo contatto della prua con l'acqua.
ll cantiere ha messo a punto anche un innovativo processo per realizzare i propri scafi, ovvero il Wellcraft Infujection Structure Engineering (W.I.S.E.), che crea scafi più leggeri ma più rigidi.
Leggi anche: Wellcraft 435, il test del cruiser di 13 metri possente e gentile
| Lunghezza f.t. | 8,56 m |
| Lunghezza scafo | 7,95 m |
| Larghezza | 2,90 m |
| Dislocamento minimo | 2.500 kg |
| Serbatoio carburante | 340 l |
| Serbatoio acqua | 80 l |
| Omologazione Ce | Cat. B o C |
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Cosa indica la sigla SHO dei motori Yamaha? Super High Output, un nome che la dice lunga sugli obiettivi di questa gamma di fuoribordo ad alta coppia, che infatti punta al mondo delle barche ad alte prestazioni e di quelle a uso sportivo, attraverso due linee di prodotto: i 4 cilindri in linea, declinati nelle potenze 90, 115, 150 e 175, e i V6 che fino a ieri erano rappresentati solo dal 225 cv, ma che ora vede affiancarsi, come novità 2026, i nuovi fuoribordo Yamaha V Max SHO da 200 e 250 cv.

I due nuovi motori condividono lo stesso blocco termico del 225 cv, cioè 4.2 litri a sei cilindri a V, con 24 valvole e iniezione elettronica Efi con sistema di accensione Tci, che migliora il flusso dell’aria e l’efficienza di combustione.
Anche il sistema di ricarica è più potente, grazie al suo alternatore a 12 V e 70 A, che è in grado di supportare ancora meglio i sistemi elettronici, come il fishfinder, l’illuminazione e le pompe di sentina, senza compromettere le performance.

In tutti i motori, ma in particolare per quelli che puntano alle alte prestazioni, conta molto anche il peso e per alleggerirlo la casa dei tre diapason ha adottate diverse tecnologie e materiali, fra cui i cilindri al plasma.
Cosa sono i cilindri al plasma? Sono normalissimi cilindri, ma rivestiti con uno strato ultrasottile (meno di mezzo millimetro) di materiale ottenuto attraverso un processo di ionizzazione di un gas, da cui si ricava un plasma fatto di elettroni, ioni positivi e radicali, che poi viene spruzzato nella cavità dei cilindri con l'intento di ridurre l'attrito fra pistone e cilindro.

I vantaggi di questo trattamento sono notevoli sia dal punto di vista prestazionale sia ambientale, perché migliora l'efficienza, e di conseguenza anche le performance, riducendo l'usura dei componenti, il consumo di carburante, le emissioni e pure il peso del motore.
Fra gli altri sistemi di gestione dei nuovi Yamaha V Max SHO V6 da 200 e 250 cv c’è poi il Power Trim e il TotalTilt, per inclinare il motore in qualsiasi angolazione verso l'alto o il basso.

Bella è pure l’estetica, con lo stile inconfondibile dei V Max SHO, che esibiscono una calandra con una forma sinuosa e aerodinamica, stilizzata con una grafica bella grintosa.

| Motore | 4 tempi, DOHC, V6 |
| Cilindrata | 4.169 cc |
| Numero cilindri e configurazione | 6 cilindri a V |
| Alessaggio x Corsa | 96 x 96 |
| Potenza all'asse elica a regimi medi | 183,8 kW a 6.000 giri/min. |
| Range operativo a piena potenza | 5.000 - 6.000 giri/min. |
| Peso senza elica | 247 kg (il 200 cv) - 264 kg (il 250 cv) |
| Rapporto di trasmissione | 1.75:1 |
| Lubrificazione | Carter umido |
| Sistema iniezione del carburante | EFI |
| Sistema di accensione | TCI |
| Avviamento | Elettrico |
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Un nuovo motoryacht di 23,98 metri profondamente fedele al Dna di Arcadia Yachts, ma capace di distinguersi con una propria individualità che si esprime in diverse sfumature. È l'Arcadia A80 ed è il primo modello RPH (Raised Pilot House) realizzato dal cantiere affacciato sul Golfo di Sorrento.
Ottanta è la lunghezza fuoritutto espressa in piedi, ma ottanta sono anche i metri quadrati di superficie del ponte superiore. Impossibile quindi non iniziare la descrizione del nuovo A80 dal suo grandissimo Upper Deck.

Quassù si ha la zona prodiera riparata dall'hardtop, dove la seconda postazione di guida condivide lo spazio con un elegante tavolo da pranzo contornato da sedie su un lato e da un divano sull'altro, che può essere ulteriormente esteso abbassando il tavolo e posizionando l'apposita cuscineria aggiuntiva. A poppa, invece, la zona è a cielo aperto e libera da arredi fissi, così da poterla allestire con elementi amovibili a seconda delle esigenze del momento.


Tra i tratti distintivi degli yacht Aracadia c’è la preferenza per gli open space delle zone living, e anche l'A80, che fra l'altro è il modello più piccolo della gamma "A", nasce su questa filosofia progettuale.

Il salone sul ponte principale si presenta quindi totalmente libero da barriere e interruzioni visive non solo all'interno del suo perimetro, ma anche verso l'esterno, grazie alle enormi vetrate che contornano la sovrastruttura, che oltretutto possono essere aperte sul lato di sinistra, oltre che naturalmente a poppa, per un affaccio diretto sul mare.


In questo modo le persone a bordo possono percepire una connessione ancora più ravvicinata con il panorama circostante anche quando soggiornano all'interno del salone.
Una delle tante particolarità dell'Arcadia A80 è proprio nel ponte principale, perché ha la sovrastruttura widebody, cioè a filo con lo scafo, ma anche a copertura di quasi tutto il ponte fino al vertice di prua.

Questo fa sì che la vita all'aperto nel tradizionale living prodiero, che è composto da prendisole e dinette, si spostino sul ponte superiore.
Nella zona interna, il salone è un concentrato di eleganza e accoglie un living poppiero, formato da due divani laterali, che creano un corridoio centrale che conduce dritto alla zona pranzo, dove si estende un tavolo per ben dieci persone.

Il tutto è direttamente connesso con il pozzetto, che è quasi interamente coperto dalla propaggine del ponte superiore. Anche qui ci sono due divani laterali a L che formano un elegante salotto a tutto baglio.

Cinque sono complessivamente le cabine a disposizione sull'Arcadia A80, ma l'armatore alloggia al vertice di prua in una suite naturalmente a tutto baglio, che gode anche della panoramica e della luminosità delle grandi vetrate a murata.
La zona di poppa a filo mare è collegata dal pozzetto tramite due scale laterali e sfrutta fino all’ultimo centimetro i quasi 7 metri di larghezza a disposizione, che possono essere ulteriormente ampliati dalle murate abbattibili.

Qui si può creare un beach club alla spiaggetta di poppa, che si può movimentare verticalmente Questa, con piattaforma up-down e ali laterali abbattibili, si trasforma in base al mood e alle esigenze degli ospiti.

Il lower deck è tutto per la notte. Qui si articolano le quattro cabine per gli ospiti, divise in due matrimoniali e due doppie, più il quartiere dell'equipaggio, che è a prua ed è composto da due cabine doppie con bagno e doccia, più una dinette.


Fra il ponte principale e quello superiore, si incastona a prua la zona di pilotaggio, che definisce l'Arcadia A80 come una barca RPH, Raised Pilot House, per l'appunto.

È una zona totalmente indipendente dagli altri ambienti e vi si può accedere sia dal salone, tramite una scala situata nel corridoio oltre la sala da pranzo, o dirattamente dal fly attraverso un tambuccio alle spalle del comandante.

Anche con il nuovo Arcadia A80 il cantiere campano conferma la sua attenzione per l’ambiente. Si pensa al ricco equipaggiamento di pannelli solari di ultima generazione, che hanno un incremento della resa del 98% per metro quadrato rispetto ai primi anni di vita del brand, ma anche ai consumi che risultano decisamente inferiori rispetto alla media del mercato: il produttore cita risparmio che viaggia tra 12% (a 12 nodi) e il 27% (a 15 nodi).

Le andature indicate sono non a caso quelle tipiche dello slow yachting, coerentemente con lo stile di Arcadia e con il tipo di navigazione ricercata dagli armatori che scelgono i suoi yacht.
Le stesse strutture produttive di Arcadia Yachts presentano un impatto ambientale ridotto, grazie al largo uso di rinnovabili. L’energia elettrica viene infatti assicurata per il 70% dai suoi 1.200 metri quadrati di pannelli solari, che nel 2023 hanno prodotto circa 300.000 kWh
Fin dal 2015 Arcadia ha legato i propri yacht al sistema di propulsione Volvo Penta Ips, e la partnership si rinnova anche con l’A80.

Il nuovo 24 metri è infatti equipaggiato con due motori da 900 cv Ips1200, per una velocità massima di 19 nodi. In opzione è possibile anche installarne due da 1.000 cv Ips1350, che alzano la velocità a 21 nodi.
Leggi anche il nostro articolo sull'Arcadia A96

| Lunghezza f.t. | 23, 98 m |
| Larghezza | 6,95 m |
| Immersione | 1,74 m |
| Dislocamento a pieno carico | 78.000 kg |
| Serbatoio carburante | 8.100 l |
| Serbatoio acqua dolce | 2.000 l |
| Serbatoio acque grigie | 500 l |
| Serbatoio acque nere | 500 l |
| Motori | 2x900 cv Ips1200 (std.) - 2x1.000 cv Ips1350 (opt.) |
| Cabine ospiti / Posti letto | 5 / 10 |
| Cabine equipaggio / Posti letto | 2 / 4 |

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Dieci metri e mezzo di lunghezza fuoritutto per l'ex entry level SE33 e circa 9,90 metri per il nuovo Solemar SE30, una delle novità 2026 nell'ambito dei gommoni cabinati, ma in quanto ad allestimenti a bordo si allineano allo stesso layout ed è sorprendente vedere come sul Solemar SE 30 non manchi nulla rispetto al gommone più grande, considerando non tanto il "solo" mezzo metro di differenza della lunghezza fuoritutto, ma il quasi metro e mezzo della lunghezza scafo (9,85 metri per il 33 e 8,46 per il 30).

Due fuoribordo (Mercury Verado da 250 cv) anche per il nuovo modello e stesso portello di accesso nello specchio di poppa, che si apre davanti a un corridoio che passa attraverso il pozzetto poppiero, dove a sinistra c'è la dinette a L e a dritta un'ampia chaise longue. Da qui il corridoio prosegue nella sezione prodiera del pozzetto dove, a contatto con le sedute poppiere, si trovano a sinistra un divano a L e a dritta la postazione di comando servita da un altro divano a due posti.
Alla stessa stregua dell'SE33, anche qui prevale il concetto che un passavanti più largo sia meglio di due più stretti, quindi per l'accesso all'area di prua, interamente allestita a prendisole, è disponibile un solo passavanti a sinistra, ma bello ampio.

La richiesta di gommoni cabinati è sempre più forte, fa niente che poi magari non si abbia nemmeno l'obiettivo di passarci la notte dentro, ma il desiderio di avere un ambiente intimo, domestico e familiare anche su un gommone relativamente piccolo, è una condizione irrinunciabile per moltissimi diportisti.
L'aspettativa quindi è alta e la sfida è proprio quella di rispettarla sempre, indipendentemente dalla grandezza del natante. Ed è quello che hanno fatto in Solemar, perché, così come in coperta, anche sul ponte inferiore il Solemar SE30 rivela un layout uguale a quello del 33, quindi con la dinette prodiera trasformabile in letto, un altro letto a due posti a poppa e un mobile cucina a sinistra del quadrato dove, sul lato opposto, c'è il bagno separato.

Insomma, dimensioni compatte ma comfort da vendere. Questo è il nuovo Solemar SE30, un gommone che, con la ben nota carena Solemar, è anche facile da gestire sia in navigazione sia dal punto di vista dell'economia di esercizio. E si può scoprirlo al 65° Salone Nautico di Genova, in apertura dal 18 al 24 settembre 2025.
Naturalmente anche questa novità è disponibile nelle tre nuove colorazione a scelta - e senza sovrapprezzo - fra la versione Allure, Charme e Sport, create quest'anno dal cantiere per tutta la sua gamma di gommoni.
Scopri anche il nuovo entry level della gamma di gommoni open, il Solemar SX25

| Lunghezza f.t. | 9,90 m |
| Lunghezza di omologazione | 8,46 m |
| Larghezza fuoritutto | 3,32 m |
| Larghezza a tubolare sgonfio | 2,50 m (carrellabile) |
| Diametro tubolari | 0,67 m |
| Numero di compartimenti | 6 |
| Immersione alla chiglia | 0,65 m |
| Dislocamento a vuoto | 2.700 kg |
| Dislocamento a pieno carico | 4.780 kg |
| Serbatoi carburante | 2x200 l |
| Serbatoio acqua dolce | 170 l |
| Serbatoio acque nere | 50 l |
| Motorizzazione massima | 2x300 cv fuoribordo |
| Motorizzazione consigliata | 2x250 cv |
| Portata persone | 12 |
| Posti letto | 4 |
| Omologazione Ce | Cat. B |
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Il 2026 è un anno ricco di novità per Solemar. Se da un lato si sono mossi per ampliare l'offerta degli entry level sia nella gamma di gommoni open, con il nuovo SX25, sia nei cabinati con l'SE30, dall'altro lato il cantiere spinge nelle alte sfere e chiude il cerchio delle novità presentando il Solemar SE42.


Con la sua lunghezza di 13 metri, è l'ammiraglia non solo della gamma di cabinati, ma anche di tutta la flotta del cantiere lombardo, e per abbracciare una più ampia fascia di diportisti, è reso disponibile sia con i motori fuoribordo sia con gli entrofuoribordo.
La prima versione è denominata Solemar SE42 Outback, ed è lunga esattamente 13,15 metri fuoritutto. È quella che può sprigionare maggiore potenza dai motori, perché può montare due fuoribordo fino a una potenza massima di 1200 cv complessivi. In particolare si tratta dei due tecnologici V12 Mercury 600 cv, che rappresentano pure l'installazione consigliata dal cantiere, e non a caso.

Infatti, oltre alle prestazioni che ci si può facilmente immaginare (il cantiere dichiara 46 nodi di massima), una particolarità interessante è che la spiaggetta poppiera offre più spazio fruibile rispetto alle sole due plancette laterali tipiche delle installazioni fuoribordo.
Questo proprio perché i V12 di Mercury, facendo ruotare solo il piede sommerso nelle accostate, permettono alla calandra di rimanere fissa e richiedere dunque il minor spazio possibile nello specchio di poppa. I progettisti di Solemar, quindi, ne hanno approfittato per inserire un'ulteriore sezione calpestabile fra i due fuoribordo.

L'altra faccia del Solemar SE42 presenta un equipaggiamento con due motori entrofuoribordo. Qui la potenza massima installabile è di 2x400 cv e in particolare questo modello, che è un po' più corto dell'Outback (12,90 metri), monta due Volvo Penta D6 turbodiesel da 380 cv, per una punta massima prevista di 38 nodi.
Va da sé che la mancanza d'ingombro dei fuoribordo, lascia spazio a poppa per ampliare la fruibilità di questa zona, ma alla disponibilità di una spiaggetta completamente calpestabile, in Solemar hanno preferito inserire una superficie prendisole imbottita (da qui il nome Sundeck). Questa non solo ha il bello di essere a un passo dal mare, ma lascia ugualmente un buono spazio fruibile per muoversi su tutta la larghezza della plancetta o starsene piacevolmente pieds dans l'eau.

Il prendisole della versione SE42 Sundeck, intanto, ha anche il vantaggio di ampliare la zona living in pozzetto, perché è direttamente integrato alla grande dinette a L che si estende sul lato di dritta. Più avanti c'è un altrettanto ampio mobile cucina ad angolo, sempre a dritta, a cui segue la postazione di comando, a sua volta allestita con due poltrone e una plancia decisamente panoramica.

A sinistra, si sviluppa una chaise longue, mentre al centro lungo l'asse di chiglia si estende un comodo corridoio di transito che collega la spiaggetta di poppa con il tambuccio di discesa sottocoperta.

In realtà, anche la versione Outback, pur non avendo il prendisole, riesce comunque a offrire una buona possibilità di accomordarsi tranquillamente verso il mare, grazie alla lunga seduta, che si estende su tutto lo specchio di poppa.
Sottocoperta, si nota ancora di più lo spirito da crocierista del Solemar SE42, perché nonostante ci sia già un living completamente allestino con dinette e cucina, ne prevede un altro al chiuso nel ponte inferiore.

Qui, infatti, al centro del layout, in entrambe le versioni, è prevista un'altra dinette a L servita dalla cucina.
La dinette, fra l'altro può trasformarsi in un letto a una piazza, che si aggiunge agli altri quattro, suddivisi nelle due cabine, di cui una a prua e l'altra a poppa. Il bagno è uno solo, ma decisamente grande e con la doccia separata.




Il nuovo Solemar SE42 sarà varato nella primavera 2026, ma al Salone Nautico di Genova si può già accedere a tutti gli approfondimenti con l'assistenza dei responsabili del cantiere e, volendo, si può anche già configurarlo come meglio si desidera e ordinarlo, per averlo pronto già dagli inizi della prossima bella stagione.

| Lunghezza f.t. - Versione Outback | 13,15 m |
| Lunghezza f.t. - Versione Sundeck | 12,90 m |
| Lunghezza di omologazione | 11,30 m |
| Larghezza | 4,18 m |
| Larghezza con tubolari sgonfi | 3,23 m |
| Immersione alla chiglia | 0,85 m |
| Diametro tubolari | 0,84 m |
| Numero di compartimenti | 7 |
| Dislocamento a secco e senza motori - Outback | 6.400 kg |
| Dislocamento a secco con motori - Sundeck | 7.500 kg |
| Dislocamento a pieno carico | 9.900 kg |
| Serbatoi carburante | 2x450 l |
| Serbatoio acqua dolce | 350 l |
| Serbatoio acque nere | 80 l |
| Persone imbarcabili | 14 |
| Posti letto | 4+1 |
| Motorizzazione massima - Outback | 2x600 cv fuoribordo |
| Motorizzazione massima - Sundeck | 2x400 cv entrofuoribordo |
| Omologazione Ce | Cat. B |

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È la versione open dell'omonimo modello ST e, ça va sans dire, vi si posiziona accanto al vertice della gamma del cantiere Aschenez sempre come novità 2026. Anche il nuovo Invictus TT550 debutterà dunque al prossimo Cannes Yachting Festival di settembre.

Lunga 16,87 metri e larga 5,04 metri, l'Invictus TT550 è una barca polivalente, apprezzabile infatti sia come tipica barca open mediterranea sia come luxury tender per lussuose residenze con pontile privato e naturalmente per gigayacht.
Le linee, i materiali, il garage e anche la possibilità di allestire una cabina per un marinaio pone questa nuova barca fra gli yacht di lusso, senza però dimenticare la vocazione sportiva della gamma del cantiere in cui si inserisce.
Le performance saranno affidate a una una coppia di Volvo Penta a scelta fra due possibilità: quella standard, con due motori D11 da 625 cv Ips800, e quella optional, con due D11 da 725 cv Ips950.
Altro tratto caratterizzante dell’Invictus TT550 è l’esaltazione degli spazi esterni e del contatto più diretto con il mare. La propensione per il tempo outdoor ben si concretizza infatti nelle terrazze laterali abbattibili, ma anche nei tendalini a scomparsa previsti sia a poppa sia a prua, per godere in ogni momento degli spazi living e lounge all’aperto.



A poppa è impossibile non notare la stretta parentela con la ST550: si trovano infatti la plancetta affondabile e un garage, che permette peraltro l’accesso del tender senza andare a disturbare chi si gode il relax sul prendisole. La zona living del pozzetto, esaltata a livello di superficie e di apertura dalle terrazze abbattibili, presenta per l’appunto un invitante solarium.
Pochi passi è si è all’ombra dell'hard top, che è in fibra di carbonio, dal quale è possibile estrarre un tendalino telescopico, che arriva a proteggere l’intero solarium. La zona living presenta una dinette con grande divano a C e la relativa cucina, per lasciare poi spazio alla plancia dei comandi.

Reso sicuro dalle alte murate, il camminamento laterale porta agevolmente verso la zona di prua, che esternamente è resa peculiare dal profilo semi-rovescio tipico del brand Invictus. Anche qui si estende una un zona lounge con divano, tavolini e prendisole, può essere vissuta nel confort anche con il sole allo Zenit, grazie a un tendalino fissato su quattro pali in carbonio.

Il layout sottocoperta della Invictus TT550 può essere personalizzato in base alle esigenze dell’armatore. La proposta disegnata da Christian Grande prevede una cabina armatoriale e una Vip, due bagni e una zona living a centro barca; ma è possibile anche sostituire questa area con una terza cabina, oppure con una cucina sottocoperta. Non va infine trascurata la possibilità di allestire anche una cabina del marinaio.



La Invictus TT550, così come la più grande ST550, debutterà ufficialmente al Cannes Yachting Festival dal 9 al 14 settembre 2025: in Francia si scopriranno due ammiraglie per tanti aspetti simili, modellate però a partire da due differenti spiriti di navigazione.

Scopri anche l'Invictus ST550 nel nostro articolo
| Lunghezza f.t. | 16,87 m |
| Larghezza | 5,04 m |
| Serbatoio carburante | 2.200 l |
| Serbatoio acqua dolce | 500 l |
| Serbatoio acque nere | 330 l |
| Persone imbarcabili | 14 |
| Motori standard | 2x625 cv Volvo Penta Ips800 |
| Motori optional | 2x725 cv Volvo Penta Ips950 |

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Una fascinosa sintesi dei tratti che hanno fatto la storia recente di Riva, il tutto in appena 8,24 metri di lunghezza, con un baglio massimo di 2,5 metri. La stessa cura artigianale e attenzione per i dettagli che caratterizzano i grandi yacht del brand, si trovano anche nel nuovo Riva Iseo Super.
Così come tutte le creazioni del cantiere degli ultimi tre decenni, anche questo sofisticato runabout è stato disegnato dall'Officina Italiana Design di Mauro Micheli e Sergio Beretta ed è l'evoluzione del modello lanciato nel 2011.

Ci sono dettagli che gli appassionati degli yacht Riva hanno imparato ad amare nel tempo, e che si trovano esplicitati al massimo anche in questo nuovo ed elegante runabout. Pensiamo al mogano lucidissimo e righettato, frutto delle 24 mani di vernice, ma anche alla distintiva linea di galleggiamento acquamarina e alle griglie laterali in acciaio. Questo è lo stile Riva.

Ma ci sono anche novità, come il nuovo colore dello scafo, chiamato Vulcan Grey, a creare curiosi giochi di luce con i riflessi delle onde. Nuovo anche il layout del pozzetto e lo stile della plancia di comando.
Ci sono poi diversi altri accorgimenti per migliorare sia le performance, sia la vivibilità a bordo, compiendo quindi grandi passi avanti rispetto al “vecchio” Iseo Super.

Se l'Iseo è stato il modello scelto dal gruppo Ferretti per il lancio della prima barca Riva full electric (il Riva El-Iseo), per la versione col motore endotermico la scelta spazia fra tre possibilità.
La versione standard monta un un motore diesel da 300 cavalli Volvo Penta D4 da 300 cv abbinato a un piede poppiero Aquamatic DPI con elica duoprop, in grado di raggiungere punte di 38 nodi e velocità di crociera di 33 nodi.

Le opzioni alternative sono con motori a benzina a scelta fra il Volvo Penta V8 da 350 cv, per una velocità di massima particolarmente elevata, fino a 41 nodi, oppure il Volvo Penta V8 da 300 cv, per una spinta fino a 38 nodi. Entrambe le opzioni benzina montano piede DPS duoprop.
Oltre alle prestazioni, interessante è anche la dotazione dell'auto trim per il motore, che regola il piede poppiero per avere sempre l’assetto più efficace. E a questi si aggiungono anche gli Interceptor Zipwake.
Scopri nel nostro articolo anche il Riva El-Iseo full electric


Rispetto al modello del 2011 il nuovo Iseo Super si distingue per un nuovo modo di pensare il layout del pozzetto: la dinette presenta ora un elegante divanetto a U in sky impermeabile, rigorosamente in pendant con la tonalità scelta per lo scafo.

Lo spazio a disposizione risulta maggiore e ben distribuito, anche grazie al tavolino con movimentazione elettrica alza-abbassa che, quando non utilizzato, scompare sotto la cuscineria.
Da notare inoltre la presenza di un’ulteriore area di stivaggio a disposizione, nonché il bimini a scomparsa dietro allo schienale del divanetto.

Non poteva essere altrimenti: alcune tra le più grandi differenze rispetto al modello del 2011 si trovano a livello della plancia di comando, che è caratterizzata da un design moderno e lineare.

In posizione centrale campeggia un display chartplotter da 9 pollici Volvo Penta; alla sua destra la postazione di guida con il chartplotter multifunzione un vano portaoggetti, nonché la presa Usb, il lettore SD e i comandi per il sistema audio.

| Lunghezza f.t. | 8,24 m |
| Lunghezza linea di galleggiamento | 7,08 m |
| Larghezza | 2,49 m |
| Dislocamento a vuoto | 3.100 kg |
| Dislocamento a pieno carico | 4.010 kg |
| Serbatoio carburante | 330 l |
| Serbatoio acqua | 80 l |
| Persone imbarcabili | 6 |
| Motore standard | 1x300 cv efb diesel Volvo Penta |
| Motore optional | 1x300 cv efb V8 benzina Volvo Penta |
| Motore optional | 1x350 cv efb V8 benzina Volvo Penta |

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Dopo l’Uniko F34, che ha suscitato notevole interesse nelle fiere invernali di quest’anno (solo il nostro reel su Instagram ha superato le 400.000 view), BFF Yachts propone come novità 2026 l’Uniko C34 Cabin.
Nome simile, ma differenze sostanziali, tenendo però presente che entrambi i modelli sono uniti dallo stesso spirito che punta a un'alta qualità costruttiva e progettuale, come potrete notare dalle caratteristiche che andremo a raccontare qui e una volta che sarete saliti a bordo. Un'occasione, che potrete avere già al Cannes Yachting Festival, dal 9 al 14 settembre 2025, presso lo stand Power 229 di Port Canto.

Se l’Uniko F34 è un gommone senza cabina (e il primo esemplare è stato studiato per ottenere un fisherman attrattivo anche per angler di alto livello), il BFF Uniko C34 è la versione cabinata più dedicata alla crociera. In realtà la cabina è solo uno degli elementi che portano questo nuovo rib di 10 metri nella sfera dei cruiser, perché ciò che attira già dal primo sguardo è il suo pozzetto che, oltre a poter essere aperto ai lati, presenta un allestimento molto completo e ben distribuito, senza forzature, nello spazio disponibile.

È interessante notare che la sezione abbattibile delle murate del BFF Uniko Cabin 34 è al centro del pozzetto e non nella parte più comunemente a poppa. Questo apre una maggiore superficie fruibile e calpestabile nella parte più larga dello scafo e, in questo caso, anche nella zona di maggior concentrazione della vita in pozzetto, stante il fatto che qui si trova la dinette. Tutto questo senza nulla togliere al prendisole poppiero, che infatti si può estendere ulteriormente annettendo la seduta della dinette, da cui è separata solo da uno schienale amovibile.

A proposito di superfici fruibili, sono da osservare anche le buone dimensioni delle due plancette accanto ai motori fuoribordo, che rimangono così comodamente utilizzabili come sedute pied dans l’eau e anche per i tuffi in mare, tanto più che sono facilmente raggiungibili tramite i due passavanti, che a loro volta sono privi di qualsiasi elemento che ne possa interrompere il transito.

Lo sviluppo dei complementi d’arredo in pozzetto è quanto di più pratico possa trovarsi su un gommone di 10 metri: in un’unica sequenza da poppa a prua si susseguono ininterrottamente il prendisole di poppa, la dinette con due divani contrapposti e il tavolo nel mezzo, il grande mobile cucina con piano cottura, grill, lavello e frigo, la postazione di comando che dà proprio soddisfazione alla vista e al comfort e, infine, il prendisole che si estende su tutta l’area prodiera.
Un T-Top dal design ricercato completa il comfort in pozzetto con la sua funzione di riparo dagli agenti atmosferici e dal sole. Altra chicca è il pulpito di prua, che è un elegante sezione sporgente rivestita in teak, che facilita l’accesso a bordo in caso di ormeggio di prua.

A proposito di teak, può essere naturale o, ancora meglio, sintetico che ormai dal punto di vista estetico non fa alcuna differenza, ma che invece, oltre a mantenere il colore originale nel tempo, sui gommoni di BFF Yacht è personalizzabile in una svariata serie di tonalità.
Insomma, basterebbe questo per dire: lo voglio. Ma l’Uniko C34 è un gommone improntato anche alla crociera, quindi c'è ancora la zona sottocoperta da esplorare.

Il ponte inferiore del BFF Uniko Cabin 34 propone un ambiente fresco ed elegante, grazie alla finitura con legni in noce italiano e rovere naturale, che si abbinano a inserti e a pannellature bianche.
Solitamente sulle barche e gommoni intorno ai 10 metri, si cerca di offrire alloggio a quattro persone, ricavando un vano a poppa sotto il pozzetto, che però, molto spesso è uno spazo piuttosto basso, perfetto per dei bambini, ma non sempre di facile accesso per gli adulti.

Per il C34, in BFF Yachts hanno invece preferito offrire spazio solo a due persone, ma in un ambiente che possa essere vissuto in piena comodità, come una vera cabina armatoriale.
E tale può considerarsi tutta la zona sottocoperta, che vede un letto prodiero davvero molto ampio che, oltre al cassettone di stivaggio sottostante, fruisce anche della luce e della vista verso l'esterno offerta dai due lunghi oblò ai lati.
Naturalmente il bagno è in un vano separato, anche questo rifinito in legno e impreziosito da un lavabo in cristallo e sanitari in ceramica.


Abbiamo visto che l'Uniko C34 è un gommone che punta alla crociera ma, soprattutto per le sue dimensioni compatte, nulla vieta di usarlo come un natante per il diporto giornaliero insieme a un bel po' di amici (può imbarcare fino a 16 persone), esattamente come si fa con una barca open qualsiasi.


Con la sua lunghezza di 10,20 metri e un peso a vuoto di 2.500 kg, il BFF Uniko C34 supporta una potenza dei motori fino a un massimo di 800 cavalli complessivi, che in questo caso sono naturalmente erogati da motori fuoribordo.

Il range di potenza installabile va comunque da un minimo di 2x250 cv a un massimo, appunto, di 2x400 cv, con cui si possono superare i 50 nodi di velocità massima.
| Lunghezza f.t. | 10,20 m |
| Larghezza | 2,99 m |
| Dislocamento a vuoto | 2.500 kg |
| Serbatoio carburante | 500 l |
| Persone imbarcabili | 16 |
| Motori | da 2x250 a 2x400 cv FB |
| Omologazione Ce | Cat. B |
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La produzione di Solemar si divide in due categorie: la gamma SX, fatta da gommoni completamente open per il diporto giornaliero (solo il modello più grande ha una cabina) e la gamma SE composta da gommoni cabinati più impostati alla crociera. In entrambe le linee di prodotto il cantiere ha in programma di inserire nuovi modelli per il 2026, a cominciare proprio dal Solemar SX25, che sarà già ordinabile al prossimo salone nautico di Genova insieme all'altra novità, il Solemar SE30, a cui segue la nuova ammiraglia SE42, tutte presto in arrivo.
In tutto questo, oltre ai gommoni novità, anche quelli già in gamma saranno proposti in nuove colorazioni nelle versioni Allure, Charm e Sport, per avvicinarsi sempre più ai diversi gusti dei clienti, e incredibilmente senza sovrapprezzo, al grido dello slogan "Choose your mood".

Cosa si apprezza di un Solemar? Dal punto di vista della navigazione, di sicuro la carena con la sua straordinaria manovrabilità anche alle alte velocità, cosa che abbiamo sperimentato direttamente su tutti i modelli che abbiamo provato; sotto il profilo estetico, lo stile sempre fresco e di buon gusto, a cui si possono aggiungere elementi di raffinatezza, come i paglioli in teak naturale o sintetico, oppure più sportivi, come il rollbar.

Altro elemento che avvicina il Solemar SX25 a quella fascia di diportisti con intenti di spesa non altissimi, è la particolarità di essere un quasi 8 metri fuoritutto, quindi un gommone con una lunghezza di una certa importanza, oltretutto omologato in categoria B come i grandi yacht, pur rimanendo carrellabile, perché con i tubolari sgonfi la larghezza scende da 2,96 a 2,48 metri.

In questo perimetro il gommone può accogliere fino a 12 persone, ma difficilmente si naviga col massimo carico di ospiti, quindi il pozzetto, a giudicare da questi primi render, è strutturato per offrire posto a sedere con i giusti spazi per circa 8 persone, fra la dinette poppiera e il prendisole prodiero.
Proprio nella zona poppiera, colpisce la larghezza del divano che si sviluppa su una forma a L quando lo schienale prodiero è al servizio della seduta del pilota, ma che si può allargare in una più ampia conformazione a C, slittando lo stesso schienale per annettere la seduta del pilota alla dinette. Sulla sinistra rimane sempre l'immancabile ampio corridoio a per il transito dalla plancetta di poppa fino a prua, dove c'è il prendisole.

Bella imponente è anche la postazione di pilotaggio, tanto che sotto è ricavato anche un vano a uso spogliatoio e wc, non a caso è previsto anche un serbatoio per le acque nere di 47 l.
La plancia di comando si rivela in pieno stile Solemar, quindi molto ampia e con lo spazio per due chartplotter, la pulsantiera a 15 tasti, più altro spazio per inglobare i display e i pannelli di controllo degli impianti di bordo, come per esempio l'Active Trim di Mercury.
E a proposito di Mercury, entriamo nel campo dell'equipaggiamento propulsivo. Il Solemar SX25 è equipaggiato con un motore fuoribordo che può avere una potenza minima di 200 cv fino a una massima di 300 cv.


Per un giusto rapporto fra prestazioni ed economia di esercizio , il cantiere consiglia un fuoribordo da 250 cv e propone il Mercury Verado V8 col gambo XL che, al di là delle prestazioni, permette di entrare nell'ecosistema tecnologico del costruttore motoristico, grazie ai suoi sistemi di trim automatico, il joystick per il monomotore e altro ancora.
Il Solemar SX25 è una novità 2026 del cantiere lombardo e il varo della prima unità è previsto nell'autunno inoltrato di quest'anno.
Al Salone Nautico di Genova, però, si possono già avere tutte le informazioni e si può anche già configurare il gommone come lo si desidera, potendo contare pure su tutto il supporto dei professionisti specializzati di Solemar, e ordinarlo direttamente senza ulteriori attese.
Naturalmente, si può contattare il cantiere già fin d'ora se si desidera anticipare ulteriormente i tempi.
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| Lunghezza f.t. | 7,80 m |
| Lunghezza di omologazione | 7,15 m |
| Larghezza fuoritutto | 2,96 m |
| Larghezza a tubolare sgonfio | 2,48 m |
| Altezza massima con rollbar | 2,85 m |
| Diametro tubolari | 0,60 m |
| Numero di compartimenti | 6 |
| Immersione alla chiglia | 0,40 |
| Carena | V profonda |
| Dislocamento a vuoto (senza motore) | 1.600 kg |
| Dislocamento a pieno carico | 3.080 kg |
| Serbatoi carburante | 2x130 l |
| Serbatoio acqua dolce | 56 l |
| Serbatoio acque nere (otpional) | 47 l |
| Portata persone | 12 |
| Motorizzazione consigliata | 1x250 cv fb Mercury Verado V8 |
| Motorizzazione massima | 1x300 cv fb |
| Omologazione Ce | Cat. B |
